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Torvaianica, l’ombra della mafia sull’agguato in spiaggia: indaga la Dda

Il fascicolo sarà coordinato dal procuratore aggiunto Ilaria Calò. Il 1 ottobre comitato per la Sicurezza a Pomezia convocato dal Prefetto

Pomezia – Cala l’ombra della mafia sull’agguato in spiaggia avvenuto nelle scorse ore a Torvaianica (leggi qui), rinomata località marittima del litorale romano. Sulla sparatoria, nella quale è rimasto gravemente ferito un albanese di 38 anni, sta infatti indagando la Direzione Distrettuale Antimafia di Roma; il fascicolo sarà coordinato dal procuratore aggiunto Ilaria Calò.

Secondo una prima ricostruzione dei fatti, due uomini a volto coperto hanno raggiunto la spiaggia con una moto e uno dei due si è diretto sull’arenile e, dopo aver finto un allenamento, ha ferito gravemente il 38enne, con precedenti per droga, sparandogli alla schiena. I due sono poi fuggiti in moto. Gli accertamenti investigativi sono stati affidati ai carabinieri. Il 38enne, dopo essere stato operato all’ospedale San Camillo, risulta vigile e intubato, ma al momento è paralizzato dal collo in giù.

Nel frattempo agli inquirenti risultano diversi elementi in comune con l’omicidio di Fabrizio Piscitelli, l’ultrà della Lazio assassinato nell’agosto del 2019 mentre era seduto su una panchina del Parco degli Acquedotti (leggi qui). Più di un dettaglio, infatti, sembra accomunare i due episodi. Il killer di “Diabolik”, secondo alcune testimonianze, avrebbe agito indossando occhiali scuri e abbigliamento da runner per passare inosservato. Esplose un solo colpo all’altezza dell’orecchio sinistro, cogliendo di spalle la vittima.

Anche chi ha sparato sulla spiaggia di Torvaianica è stato descritto da alcuni testimoni vestito da sportivo, con il volto coperto da occhiali e mascherina. L’uomo avrebbe esploso il colpo dopo aver fatto alcuni goffi esercizi, in attesa del momento più propizio per entrare in azione, dandosi poi alla fuga in moto con un complice, proprio come fece chi uccise Piscitelli.

E, in attesa di contestualizzare l’agguato di ieri, va ricordato che proprio gli ambienti che ruotano attorno alla mafia albanese hanno rappresentato una delle piste investigative avviate dalla procura di Roma all’indomani dell’omicidio di Diabolik. Nelle ultime relazioni della Dia, grande attenzione è stata riservata alla criminalità albanese che “si muove con grande dinamismo, ha interessi fuori dal suo Paese, e viene in Italia per fare affari”, in primis a Roma e lungo il litorale. La droga resta sempre il settore che consente a questi gruppi criminali di arricchirsi senza trascurare altri settori, quali il gioco, lecito o illecito che sia, l’immigrazione clandestina, lo sfruttamento della prostituzione e, in tempi più recenti, il controllo delle attività di balneazione.

Intanto, il prefetto di Roma Matteo Piantedosi ha convocato un comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica per il 1 ottobre alle ore 16 al Comune di Pomezia. All’incontro parteciperanno oltre al primo cittadino di Pomezia anche i sindaci dei tre comuni del litorale Ardea, Anzio e Nettuno. Nel corso della riunione sarà affrontata la situazione dell’ordine e della sicurezza nei quattro Comuni.

La scelta di riunire il comitato a Pomezia, secondo quanto si apprende dalla Prefettura, è un segno di vicinanza e di attenzione alla popolazione ma rientra anche in una strategia già avviata dal prefetto che punta ad avvicinare il baricentro delle azioni al territorio. L’idea del prefetto Piantedosi è quella di convocare in seguito altri comitati in base alle esigenze dei territori per sviluppare il confronto su questioni specifiche.

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