Seguici su

Cerca nel sito

Maestra accusata di maltrattamenti, ma difesa dai genitori. Che non fanno entrare a scuola i bambini

Fiumicino, clamorosa protesta stamattina ad Aranova dei genitori delle presunte vittime, in difesa della maestra accusata di maltrattamenti in classe

Fiumicino – Una clamorosa protesta, quella inscenata stamattina ad Aranova dai genitori di bambini vittime di presunti maltrattamenti in classe lo scorso anno. Il clamore è dato non tanto e non solo dalla scelta di non far entrare in aula i propri figli (praticamente l’intera classe, tranne pochissime eccezioni), bensì dalle motivazioni: i genitori infatti avrebbero voluto accanto ai propri ragazzi proprio la maestra accusata di violenze in classe.

Sembrerebbe una follia, ma così non è. Piuttosto una visione diversa di una storia decisamente complicata. Eppure non una novità assoluta, in realtà. Già mesi fa i genitori dei bambini (leggi qui) si schierarono al fianco della docente: “Quella maestra – dissero in occasione di una raccolta di firme in sua difesa – non è il carnefice che si vuole descrivere dall’interno del plesso, ma una scrupolosa insegnante, che si occupa dei ragazzi anche al di fuori dell’orario scolastico”.

Motivazioni espresse al dirigente scolastico più volte, anche nell’ultimo confronto piuttosto aspro, conclusosi con la decisione della scuola di spostare la maestra in altra destinazione.

“Accuse infamanti mai dimostrate”

“Una decisione – spiegano le mamme in protesta stamattina davanti alla scuola – che non capiamo. Le infamanti accuse di violenze non sono mai state dimostrate da nessuna videoregistrazione, e non sono certo partite da noi genitori dopo aver visto strani comportamenti dei nostri figli. Anzi, al contrario: i nostri figli quella maestra la adorano, e anche noi ci siamo sempre trovati bene”.

Le accuse, infatti, furono veicolate da un’insegnante di sostegno e due assistenti educative e culturali (Aec, figura professionale che nasce in adempimento dell’art. 13, comma 3 della legge 104/92 e si occupa di assistenza a minori con disabilità nelle scuole di competenza del municipio che attiva il servizio). Raccolte dal dirigente d’istituto, le accuse furono “girate” alle forze dell’ordine; poi la sospensione della maestra.

“Va detto però che il giudice stesso – proseguono le mamme che manifestano in difesa dell’insegnante – ha stabilito come la docente fosse idonea alla ripresa della professione di insegnante; non solo, ma esiste anche un’altra dichiarazione di idoneità da parte di un collegio di medici. E come se non bastasse, la stessa insegnante è stata formatrice in corso di aggiornamento contro il bullismo”.

“Tutelarla da situazioni pericolose. Quali?”

Ma tutto ciò non è bastato a reintegrarla nel ruolo. “Ci è stato detto – raccontano – che non è stata reintegrata per tutelarla da situazioni pericolose. Parole gravissime, che alla nostra richiesta di chiarimenti sono rimaste fumose. Proteggerla da chi? Da cosa? Da quali pericoli?”

Una storia che, in attesa della sua definitiva conclusione giudiziaria, continua ad aggiungere mistero a mistero. E proteste su proteste: “La decisione di non far rientrare la maestra – concludono le mamme – influisce negativamente sullo sviluppo armonioso dei nostri figli. Di fatto, la sospensione dello scorso anno, ha provocato delle lacune didattiche che speravamo fossero recuperate quest’anno.

“Discontinuità metodologica, un danno per i ragazzi”

E invece ci troviamo a vedere peggiorate le cose dall’ennesima discontinuità metodologica e dall’assenza di un’insegnante sostituta. E per di più – concludono le mamme – con il rischio di vedere i bambini divisi nelle diverse classi. Una decisione presa senza tener conto né del parere dei genitori né dei bisogni degli alunni”. Da qui la clamorosa protesta di non far entrare gli alunni a scuola.