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Operazione “Dirty Glass”, dipendenti pubblici e forze dell’ordine a servizio della criminalità

Latina – Il 16 settembre scorso l’operazione “Dirty Glass” (leggi qui) della squadra Mobile di Latina con i colleghi di Napoli Lucca e Caserta e la Divisione distrettuale antimafia di Latina e il reparto di Prevenzione crimine Latina e Roma hanno dato esecuzione a 11 ordinanze di custodia cautelare.

Provvedimenti restrittivi per reati in materia fiscale e tributaria, violazioni della legge fallimentare, estorsione aggravata dal metodo mafioso, intestazione fittizia di beni, falso, corruzione, riciclaggio, accesso abusivo a sistema informatico, rivelazioni di segreto d’ufficio, favoreggiamento reale, turbativa d’asta, sequestro di persona e detenzione e porto d’armi da fuoco.

Indagini che sono andate avanti, dopo aver trovato riscontri circa il ruolo di “stratega” di un imprenditore pontino. Riciclaggio di capitali illeciti, affari che crescono grazie al subentro in aziende in dissesto e vicine al fallimento, legami di forti con gruppi della criminalità organizzata e una copertura garantita da funzionari e forze dell’ordine asservite e corrotte.

E’ questo il quadro ricostruito dagli investigatori che oltre alle misure restrittive hanno proceduto al sequestro di quattro aziende del capoluogo pontino.

“E’ un’indagine che – racconta Giuseppe Pontecorvo, Capo della Squadra Mobile di Latina, all’agenzia di stampa Dire – ha svelato una rete di relazioni e di rapporti tra imprenditori della provincia di Latina e imprenditori di origine campane che facevano affari illeciti attraverso delle reti economico-finanziarie e l’intestazione fittizia di beni, l’acquisizione di compendi aziendali di società in dissesto e più in generale attraverso attività di riciclaggio di denaro di provenienza illecita.

Un’indagine che svela ancora una serie di rapporti con soggetti appartenenti alla pubblica amministrazione che fornivano delle informazioni coperte da segreto d’ufficio strumentale a tutelare gli interessi delle imprese criminali e schermandole da eventuali attività investigative. Un profilo caratterizzante da ultimo, in questa indagine, è il rapporto con alcuni soggetti appartenenti alla criminalità organizzata ed in modo particolare con i clan autoctoni di questa provincia di cui alcuni degli indagati si sono serviti per dirimere controversie con altri imprenditori concorrenti”.

“Un’operazione dunque che si inserisce nel solco di una attività ormai tracciata da tempo dalla direzione distrettuale Antimafia di Roma di contrasto mirata, svolta d’intesa con questa squadra mobile”.
(fonte: Agenzia Dire)