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Roma vs Juventus, le pagelle de il Faro online: Jordan Veretout gigantesco

Con il clima che gira intorno alla società, mercato e rumors, scende in campo una Roma che non ti aspetti. Fonseca bravo, ma a metà fino ai cambi/non cambi

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Roma – Buon gioco per 70 minuti, due gol ai campioni in carica, tre clamorose palle gol sciupate, avversari in dieci per gli ultimi 20 minuti e la Roma porta via un solo punto (leggi qui), persa un’occasione quasi irripetibile. Peccato!

I voti

Antonio Mirante, 6,5 – La sua partecipazione all’impostazione dell’azione è preziosa, perché consente di scavalcare il pressing bianconero, ma sui gol non può nulla: al 45’ è spiazzato dal rigore calciato da Ronaldo e al 69’ non riesce ad arrivare sulla palla che il portoghese va a impattare a 2,28 metri di altezza. Non poteva fare di più.

Gianluca Mancini, 7 – È attento nella difesa a tre ma si stacca spesso per andare ad aggredire gli avversari, in particolare su Ramsey, che anticipa in più di un’occasione. Allo scadere del 90’ contiene una discesa del neoentrato Frabotta sulla fascia, fino al raddoppio di Peres. Autorevole.

Roger Ibañez, 8 Con una prestazione eccezionale per concentrazione e precisione, riesce a limitare prima Ronaldo e poi Morata, anticipandoli di testa o di piede. Tiene alta la linea difensiva, mandando spesso in fuorigioco i giocatori bianconeri. Provvidenziale.

Marash Kumbulla, 7 – All’esordio con la maglia giallorossa, si fa trovare pronto, sicuro e attento. Si inserisce alla perfezione nei meccanismi del reparto difensivo, che concede pochissimo alla squadra bianconera. Al 36’ è ammonito per una entrata decisa sulle caviglie di Kulusevski. Ottimo il suo posizionamento al 42’, quando blocca un cross pericoloso dalla destra, mentre all’88’ esulta dopo aver contenuto Ronaldo. Serio e capace.

Davide Santon, 6 – È forse il più in difficoltà tra i giallorossi, ma del resto sulla sua fascia si trova ad arginare le discese di Quadrado e CR7, anche se Pedro non gli fa mancare il suo supporto. Al 68’ è sostituito da Peres. Si impegna.

Lorenzo Pellegrini, 6,5 – Svolge con attenzione l’inedito lavoro di copertura che gli chiede il mister, per dare equilibrio a una formazione con propensione offensiva. Mostra intensità in copertura difensiva, ma i suoi piedi buoni sono utili anche nella impostazione dell’azione, per eludere il pressing avversario. Purtroppo macchia la sua prestazione allo scadere del primo tempo, quando su un‘accelerazione di Ronaldo intercetta con il braccio il cross del portoghese, causando il rigore che porterà all’1-1. Dopo questo errore perde probabilmente concentrazione e al 54’ prende un cartellino giallo per fallo su Ramsey. Al 72’ il mister lo richiama in panchina e lo sostituisce con Diawara. Può fare meglio.

Jordan Veretout, 8 – Oltre alla mancata cessione di Dzeko, la Roma dovrebbe festeggiare la permanenza in squadra del francese, autore di una prestazione perfetta. Non si limita a formare a centrocampo, insieme a Pellegrini e con i rientri degli attaccanti, una cerniera che asfissia la manovra bianconera, ma segna addirittura una doppietta. Al 30’ si costruisce da solo l’azione del gol: dopo aver riconquistato palla e dialogato con Dzeko, tira di sinistro ma trova sulla traiettoria il braccio di Rabiot e guadagna il rigore. Dal dischetto, trasforma con un destro potente, che piega le mani di Sczsesny. Allo scadere del primo tempo, si fa trovare puntuale sul passaggio di Mkhitaryan e il suo sinistro non lascia scampo al portiere bianconero. Occhi di tigre.

Leonardo Spinazzola, 7 – I suoi spunti in velocità sulla fascia conferiscono pericolosità alla manovra giallorossa, anche se a volte manca di lucidità per essere più decisivo. Del resto è costretto a un super lavoro anche in difesa, per limitare il suo dirimpettaio Danilo e marcare Kulusevski. Sull’azione che porta al raddoppio di Ronaldo, però, si fa trovare troppo distante dal terzino brasiliano della Juve, che è libero di crossare. Brillante.

Pedro Eliezer Rodríguez Ledesma, 7 – Anche lui è chiamato a un lavoro di quantità: deve aiutare a chiudere gli spazi a centrocampo ma anche sostenere le azioni offensive facendo da spalla a Dzeko. Al 50’ prova il tiro da fuori, costringendo Sczsesny ad allungare la parabola sopra la traversa. All’82’ si ripete, colpendo al volo la sponda di Dzeko, ma il suo tiro finisce alto, deviato dalla difesa juventina. Non dimentica però di essere un giocatore di qualità, danzando sulla palla con abilità. Gioia per gli occhi.

Henrix Mkhitaryan, 7,5 – Da una posizione un po’ arretrata, riesce a trovare più spazio per i suoi strappi, che creano scompiglio nella difesa della Juve e generano occasioni pericolose, anche se purtroppo la Roma spreca molto. Già al 12’ punta Bonucci e passa tra due avversari, però poi tira sui piedi di Sczsesny. È anche autore dell’assist in occasione del raddoppio di Veretout: raccoglie il lungo lancio di Dzeko e, senza perdere velocità, controlla e passa al francese. Travolgente.

Edin Dzeko, 7,5 – Nonostante le tribolate vicende di mercato che lo hanno riguardato, ha avuto il merito di non perdere serenità e presentarsi in campo concentrato. La sua prestazione sarebbe da incorniciare, se non avesse sbagliato due occasioni – al 55’, quando scheggia la base del palo, e al 64’, quando strozza il destro e consegna la palla al portiere polacco – che avrebbero regalato i tre punti ai giallorossi. Ma nel suo ruolo di regista avanzato è formidabile: difende palla e fa salire la squadra, gioca spalle alla porta e smista sui compagni di testa, di piede e di petto, fa da sponda per i compagni che sfruttano il dai e vai. Innesca l’azione del raddoppio di Veretout con un preciso lancio per Mkhitaryan. Un gigante.

Bruno Peres, 5 – Sostituisce Santon al 68’, ma il suo impatto sul match è negativo, soprattutto in occasione del raddoppio juventino: vero è che l’elevazione di Ronaldo è eccezionale, ma lui non prova neanche a contrastarlo. Al 75’ per un soffio non riesce a deviare in porta il cross tagliato di Spinazzola. Da rivedere.

Amadou Diawara, 6 – Rileva Pellegrini al 71’. All’83’ intercetta un pericoloso passaggio di Douglas Costa che avrebbe trovato la Roma scoperta, mentre all’89’ sbroglia un’azione confusa in area con un batti e ribatti da cardiopalma. Fa il suo.

Paulo Fonseca, 7 – Ha preparato bene la partita e chiesto sacrificio ai suoi giocatori: per almeno un’ora, la sua squadra gioca corta e compatta, pressa alto e chiude gli spazi all’undici bianconero. Paradossalmente, le difficoltà aumentano proprio quando la Juve resta in dieci. Alla fine è insoddisfatto del risultato, perché la prestazione meritava la conquista dei tre punti. Coraggioso

(Il Faro online) Foto Twitter @OfficialASRoma

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