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Carceri, De Fazio (Uilpa): “Nessuno soffi sulle ceneri lasciate dalle rivolte, serve equilibrio”

De Fazio (Uila Polizia Penitenziaria): "Se qualcuno individualmente ha sbagliato va identificato, isolato e perseguito, ma non nella pubblica piazza"

Roma – “Mentre l’emergenza penitenziaria non accenna a essere condotta a soluzione e continua a manifestarsi per una sostanziale assenza di visione strategica e carenza di risorse e investimenti, che ha peraltro caratterizzato tutti i governi che si sono succeduti negli ultimi lustri, indipendentemente dai colori occupati nella scala cromatica, e il Paese rischia di dover fare i conti con una recrudescenza dell’epidemia da Covid-19, soffiare sul fuoco delle ceneri lasciate dalle rivolte carcerarie, come quelle di Santa Maria Capua Vetere, è avventato e pericoloso. Per questo invitiamo, ancora una volta, all’equilibrio e chiediamo di lasciar operare le autorità inquirenti senza pressioni di sorta”.

Interviene con questo appello, Gennarino De Fazio, Segretario Generale della Uilpa Polizia Penitenziaria, in relazione alle polemiche riaccesesi in questi giorni e che vedono al centro i fatti accaduti presso la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere nei mesi scorsi, per i quali sono indagati dalla locale Procura della Repubblica anche appartenenti al Corpo di polizia penitenziaria.

De Fazio poi spiega: “Dopo le rivolte e le devastazioni dei mesi di marzo, aprile e giugno scorsi, anche grazie a una maggiore incisività dell’azione del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria che ha evidentemente trovato nuova linfa nei rinnovati Vertici con a capo Bernardo Petralia, la situazione al carcere sammaritano è ritornata nella normalità, per quanto ovviamente possa essere normale la vita penitenziaria nelle nostre prigioni comunque disastrate.

Pure a seguito delle tensioni innescatesi per via di alcuni avvisi di garanzia seguiti da perquisizioni a carico di appartenenti alla Polizia penitenziaria e che, con ogni probabilità, potevano essere condotte con altre modalità e maggiore discrezione, abbiamo invitato alla moderazione e, da donne e uomini dello Stato e per lo Stato, abbiamo rinnovato piena e incondizionata fiducia nella magistratura e, in generale, in chi conduce le indagini”.

Ora però– continua il leader della Uilpa Pp – nessuno tenti di tirare per la giacchetta quella stessa magistratura, cui chiediamo di far luce anche in ordine a possibili fughe di notizie, qualora coperte da segreto istruttorio, che divulgate parzialmente e utilizzate artatamente potrebbero pericolosamente provocare nuove tensioni in carceri, che come abbiamo visto nella passata primavera, sono polveriere pronte a esplodere alla minima scintilla”.

Siamo peraltro certi della correttezza del Corpo di polizia penitenziaria, che è un’istituzione sana e che, come pochi, contribuisce, nonostante il sostanziale abbandono della politica, al mantenimento della legalità nelle carceri e alla difesa delle libere istituzioni repubblicane, e se qualcuno individualmente ha sbagliato va identificato, isolato e perseguito.

Ma – conclude De Fazio –questo deve avvenire nei luoghi a ciò deputati con le garanzie della difesa e del contraddittorio e non nella pubblica piazza, dove i poliziotti penitenziari, per disposizioni interne e per lo stesso decoro dell’uniforme indossata, non possono neppure intervenire per confutare quelle che allo stato appaiono come ardite illazioni”.
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