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Chiuso l’Istituto Ardea II, l’appello di Neocliti e Iotti: “Il Sindaco garantisca il diritto allo studio”

Neocliti e Iotti (FdI): "La chiusura dell'Istituto rappresenta l'apice di una gestione inappropriata della scuola e l’assenza dell'amministrazione"

Ardea – “Abbiamo appreso ieri dell’ultimo atto scaturito da una situazione già palesata di malessere all’interno dell’Istituto comprensivo Ardea 2. La circolare con la quale il dirigente scolastico ha chiuso l’Istituto sine die rappresenta l’apice di una gestione inappropriata della scuola ma anche l’assordante assenza di un’amministrazione che dovrebbe essere un punto di riferimento per gli istituti scolastici per facilitare la risoluzione dei problemi”. Così in una nota stampa, i consiglieri comunali di Fratelli d’Italia Raffaella Neocliti e Riccardo Iotti intervengono sulla chiusura dell’Istituto scolastico Ardea II (leggi qui).

Ricordiamo che gli Istituti avrebbero dovuto essere pronti ad accogliere gli studenti già dal 14 settembre – proseguono i Consiglieri -, in linea con le nuove disposizioni in materia di contenimento Covid. Abbiamo colto l’occasione ieri in consiglio comunale per chiedere e sensibilizzare il Sindaco ad un intervento. Come comunità non possiamo permetterci di non riaprire le scuole considerando che gli alunni non frequentano già da marzo scorso.

I tempi per la manutenzione ordinaria, straordinaria e per l’attuazione delle direttive di contenimento Covid-19 sono stati più che appropriati. Come cittadini adulti, ancora di più come amministratori, abbiamo l’obbligo di tutelare i giovani. Il Sindaco come primo cittadino ha l’imperativo di garantire il diritto allo studio e la salute pubblica.

In una fase planetaria di emergenza – aggiungono Iotti e Neocliti -, nelle scuole come in ciascun altro luogo, siamo chiamati a rispettare delle indicazioni restrittive e possiamo facilmente immaginare quanto sia complicato pretendere da parte di bambini da 3 a 13 anni di stravolgere completamente tutti quei comportamenti naturali che fino a pochi mesi fa erano abituali.

Dal restare seduti, al non aver più un compagno di banco, all’indossare la mascherina, ad entrare ed uscire separatamente, al non potersi prestare il materiale didattico, condividere una merenda, vivere la ricreazione come momento di svago, relax e socializzazione. Stiamo chiedendo veramente molto ai bambini, nostro malgrado. Il minimo che dobbiamo fare è dare loro delle strutture accoglienti, degli spazi adeguati e decorosi.

Per tali motivi – concludono i Consiglieri -, in funzione del ruolo istituzionale di Consiglieri Comunali e nell’interesse della collettività e del diritto allo studio dei nostri studenti, faremo valere ogni azione possibile nelle sedi competenti affinché emergano i responsabili”.
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