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Gaeta, minacce e molestie tra balneari, il Pm: punire i responsabili

Il Pubblico ministero si rivolge al Riesame dopo che il Tribunale di Cassino ha ritenuto di non procedere

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Gaeta – Era stata comunicata la chiusura indagini nei confronti di tue titolari di attività balneari e altrettanti dipendenti del medesimo lido situato all’Ariana, località di Gaeta. I quattro sarebbero stati responsabili di minacce, intimidazioni e molestie nei confronti di due noleggiatrici di attrezzatura da spiaggia. Il Sostituto procuratore della Repubblica di Cassino, Valentina Maisto, aveva chiesto al giudice Salvatore Scalera, l’applicazione di misura interdittiva, respinta dal magistrato che, dal canto, suo aveva ravvisato solo ed esclusivamente l’esercizio arbitrario delle proprie ragioni.

Per niente soddisfatto il Sostituto procuratore di Cassino ha impugnato il provvedimento al Riesame e oggi i difensori dei quattro indagati, gli avvocati Vincenzo Macari, Renato Ciamarra e Felice Belluomo, sono comparsi davanti al collegio giudicante capitolino. Al termine della discussione il giudice si è riservato sulla decisione.

I fatti contestati ai quattro indagati, tutti di Formia e rispettivamente di 51, 48, 47 e 45 anni, risalgono al periodo compreso tra il giugno del 2019 e il febbraio del 2020. Il quartetto secondo gli inquirenti avrebbero messo in atto, in concorso tra loro, una serie di comportamenti diretti a costringere le due noleggiatrici entrambe originarie di Scauri, frazione di Minturno, a cedere la propria attività.

Anche attraverso violenza e minacce avrebbero cercato di procurarsi un ingiusto profitto consistito nell’accaparrarsi la loro clientela, i lor spazi e i loro guadagni. Avrebbero inoltre cosparsi di benzina lettini e sdraio, imbrattato di vernice l’auto del bagnino di salvataggio, sottratto le chiavi dei servizi igienici per tenerli chiusi e provocare la revoca della licenza demaniale, messo la colla sul lucchetto che assicurava l’attrezzatura da spiaggia, impossessati del kit di salvataggio. Tutta questa serie di atti sommati a molestie e minacce avrebbero provato nelle due noleggiatrici uno stato di ansia e di turbamento dovuto al timore per la propria incolumità.

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