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Fondi, Palazzo Caetani ospita la mostra di pittura di Gianni Leone

E' stata inaugurata il 9 ottobre alle 17 e resterà aperta al pubblico fino al 25 ottobre

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Fondi – Tra i tanti scopi dell’associazione Pro Loco Fondi c’è quello della promozione turistica, culturale, sociale e ambientale della città di Fondi e del suo comprensorio. Per perseguire tale scopo, vengono organizzati eventi durante l’anno che meglio mettono in evidenza le peculiarità della città.

Nell’ambito dei festeggiamenti in onore di Sant’Onorato, la Pro Loco Fondi, con il patrocinio del Parco Naturale Regionale Monti Ausoni e Lago di Fondi e del Comune di Fondi, organizza una importante mostra di pittura dell’artista Gianni Leone dal titolo “After Humans” su un progetto curato da Cristian Conte.

La mostra, il cui ingresso è gratuito, è stata inaugurata oggi, venerdì 9, alle 17 e proseguirà fino a domenica 25 ottobre nella Sala Rossa del Palazzo Caetani a Fondi.

Il progetto nasce con l’intenzione di portare all’attenzione del pubblico l’operato pittorico dell’artista fondano Gianni Leone. Partendo dalla sua visione distopica del mondo, l’artista vuole catturare lo spettatore e condurlo all’interno di una riflessione personale attraverso una realtà che in un futuro prossimo potrebbe essere molto più che immaginaria.

Personaggi dalla natura ambigua e dalle pose disarticolate, si fanno strada tra le ceneri di un pianeta distrutto, utilizzando ciò che rimane del vecchio mondo, per assemblare mezzi di fortuna che all’occorrenza serviranno a sostenere i loro corpi mutati, prosciugati ormai da ogni sembianza umana. Le forti note cruente che accompagnano i soggetti, fanno da sottofondo ad un tema più ampio e complesso della semplice rivisitazione di un genere, abbracciando, in maniera del tutto volontaria, le diverse tematiche legate all’ambiente, alle questioni sul nucleare, ma anche, per mezzo di una lettura più ravvicinata, a tutte le problematiche tipiche legate alla condizione umana,compresa quella di accettare il distacco dai vecchi valori.

Gianni Leone propone una visione alternativa di un futuro che, sebbene immaginario, l’uomo ha reso già involucro e simulacro delle sue più ricorrenti paure. Anime spaesate e nostalgiche alla ricerca di un habitat artificiale, di un’utopia da colonizzare. Una pittura che, superando una soggettiva necessità espressiva, veicola quindi un messaggio di radicale cambiamento e un ritorno ad una coscienza vigile, ad una idea più radicata nel rispetto del pianeta e dell’essere umano.

L’intento è di provocare l’intimità dell’animo umano e condurlo con forza verso la commozione per mezzo dell’immedesimazione. Un impegno, quindi, che si propone di suscitare negli spettatori-attori un interesse verso le sorti del genere umano e del pianeta che lo ospita.

L’anticipazione di forme mutanti si rivela un tratto fondamentale per la comprensione di un’indole che si caratterizza visionaria. Catapultati in un ipotetico futuro, l’umanità è stata decimata da un disastro atomico, i superstiti si trascinano in desolati e vasti spazi facendo risuonare i loro passi metallici e funesti.

Strumenti di fortuna, macchine alla stregua di ogni volontà di sopravvivenza, fanno da supporto a dei corpi prosciugati da ogni parvenza umana. Mutanti vagabondano nelle metropoli spettrali, nell’atmosfera rarefatta e malata, fuggendo dalle rovine del ricordo. L’uomo lascia spazio ad aborti e la stessa umanità ad una pseudo società popolata da relitti e identità ambigue. Come istantanee in bianco e nero di un’epoca non definita, si ha l’impressione, a chi osserva, di una realtà più legata alla memoria che all’atto visivo, di un tempo che fu, che sarà.

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