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La Janssen di Latina presenta al Ministro Speranza la sua produzione farmaceutica

L'azienda ha esposto in una conferenza le sue attività, i traguardi raggiunti e gli obiettivi

Latina – “Il plant Janssen di Latina è da sempre protagonista nella produzione e nell’innovazione in campo farmaceutico. Il lavoro degli uomini e delle donne che lavorano nel sito non si è mai fermato durante le fasi più dure della pandemia, assicurando così trattamenti orali per la cura di milioni di malati in tutto il mondo”.

A ricordare all’agenzia di stampa Dire i numeri della produzione e il valore delle persone che lavorano ogni giorno, numero in crescita nonostante l’introduzione di nuove tecnologie, è Massimo Scaccabarozzi, amministratore delegato e presidente di Janssen Italia, in occasione della conferenza che ha visto partecipare il ministro della Salute, Roberto Speranza.

“Sono molto contento della sua visita per due motivi – spiega Scaccabarozzi -, innanzitutto siamo orgogliosi di far vedere al ministro la nostra eccellenza tutta italiana, che nel tempo è cresciuta moltissimo. Presso lo stabilimento Janssen di Latina produciamo 4,5 miliardi di compresse l’anno ed esportiamo il 90% della nostra produzione e serviamo da Latina oltre 100 Paesi nel mondo. Abbiamo fatto degli investimenti straordinari in questi ultimi anni e siamo pronti a investire ancora: lo stiamo facendo nell’ambito delle risorse umane, tanto che siamo passati da 320 persone a 778 nonostante l’introduzione dell’automazione che spesso si pensa vada a erodere posti di lavoro. Possediamo inoltre degli impianti di produzione davvero innovativi, ‘un unicum’ in Italia, e questo conferma che il valore delle persone è fondamentale”.

Scaccabarozzi spiega ancora:”Il nostro settore non si è mai fermato: anzi, durante i mesi più duri della pandemia e anche in lockdown abbiamo cercato di anticipare i tempi. Preoccupati da quel che succedeva in Cina abbiamo capito, già da febbraio, che dovevamo prepararci perchè se avessimo avuto un focolaio qui a Latina o nelle altre sedi dell’azienda, avremmo fatto mancare un farmaco salvavita a milioni di persone. Per questo ci siamo dati da fare per rendere le misure più restrittive. L’altro motivo di orgoglio – conclude l’ad e presidente di Janssen – è che tutte le persone che lavorano in questo stabilimento di Latina non hanno mai smesso di ‘servire’ i malati di tutto il mondo neanche nei mesi piu’ duri. A loro va il mio ringraziamento”.

Sull’innovazione strategica e sulle due linee “Manufacturing continuum” interviene Paolo Flumini, direttore della produzione nella sede di Latina della Janssen. “L’innovazione – dice Flumini – è di casa qui alla Janssen. Infatti lo stabilimento di Latina sin dalla sua costruzione si è contraddistinto in questo senso, disegnando il suo layout come uno stabilimento interamente automatizzato. Le ultime novità sono costituite da due linee di ‘manufacturing continuum’ che sono state installate. Una di queste realizzata nel 2018 grazie anche all’uso di nuove tecnologie come i ‘google glass’, che durante il periodo della pandemia hanno permesso di portare avanti il lavoro nonostante la presenza ridotta nella stabilimento. L’innovazione- continua Flumini – è rappresentata anche da nuove soluzioni di ‘packaging’ per riuscire ad andare incontro alle esigenze dei nostri pazienti. Inoltre possiamo contare sui continui investimenti sulle competenze perchè l’operatore di una volta non è più solo il soggetto che ‘manda avanti’ la macchina, che oggi peraltro si pregia di tante automazioni. La stessa cosa vale per tutti gli altri reparti dello stabilimento che devono gestire un livello di automazione molto più elevato”.

Sull’importanza che le persone ricoprono nell’azienda e alle finalità della stessa è Alessia Petrilli, direttore della qualità della sede di Latina di Jannssen a fornire chiarimenti all’agenzia Dire. “Uno dei principali fattori di successo della Janssen è – dice la Petrilli – l’investimento sulle risorse umane. Le persone sono il cuore di questa azienda ed e’ per questo che investiamo costantemente su giovani neolaureati o anche neodiplomati degli istituti tecnici specifici. Lavoriamo sulle competenze tecniche e inviamo le nostre risorse sul campo sin dall’inizio. Allo stesso tempo lavoriamo anche sulle competenze soft di leadership cercando di lavorare sulla connessione con gli altri settori della Johnson & Johnson e gli altri siti Janssen nel mondo, per creare un ‘mind set’ internazionale che porti ad una apertura mentale e all’innovazione”.

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