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Standard olimpico di marcia per Matteo Giupponi: “La rivincita per i miei anni difficili”

Ha strappato il pass per Tokyo l’azzurro nella 20 km di marcia in Repubblica Ceca. Tanti infortuni in passato e costretto a fermarsi. Il record personale e il pass lo ripaga per i sacrifici fatti

Roma – Podebrady fa rima con Tokyo. A dodici mesi dai Mondiali di Doha, la Repubblica Ceca ha regalato il sorriso agli azzurri della marcia, come raccontano nel talk settimanale di Atletica TV. Mette al sicuro lo standard d’iscrizione per le Olimpiadi di Tokyo Matteo Giupponi, che con 1h19:58 porta a casa il record personale e diventa il settimo italiano di tutti i tempi.

E’ tornato il sorriso anche a Matteo Giupponi: “Dentro a questo 1h19:58, a questo secondo posto, ci sono tante emozioni, quattro anni difficili, tanti infortuni da cui non riuscivo ad uscire. Il record personale, lo standard per Tokyo, la soddisfazione di scendere sotto l’ora e venti: sono felicissimo di come è andata la gara, nonostante la pioggia e il freddo che si sono fatti sentire. Perseus Karlstrom era il favorito e ha allungato per la prima volta al 17°, io sono riuscito a rientrare e per qualche chilometro ho creduto di poter lottare per la vittoria. Gli ho reso la vita difficile ed era quello che volevo fare. Sapevo di valere il primato personale perché dopo il lockdown mi sono allenato molto bene, tra Milano e Vipiteno, ma realizzarlo è un’altra cosa”.

La gara ha ufficializzato il cambio di guida tecnica. “Quattro settimane fa ho condiviso con Gianni Perricelli, che mi ha seguito in questi anni, la scelta di cambiare allenatore. Mi allenerò con Michele Didoni, un ritorno al passato, un tecnico che mi conosce bene. A un anno dalle Olimpiadi era un fattore determinante. Il caso ha voluto che proprio a Podebrady io abbia marciato un secondo più veloce di quanto abbia fatto lui a Goteborg 1995, quando vinse i Mondiali. Un altro motivo di orgoglio”.

Racconta il bergamasco dei Carabinieri: “A livello di vita cambierà poco, continuerò ad allenarmi in zona San Siro a Milano, al Parco di Trenno”. Tanti chilometri da fare, con vista cinque cerchi: “A dicembre vorrei fare una 50 chilometri poi deciderò quale distanza affrontare a Tokyo. Anche a Rio avevo entrambi gli standard, ed è andata bene”.

(fidal.it)(foto@Colombo/Fidal)