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Il Covid-19 stravolge la vita scolastica della Lido del Faro

In isolamento fiduciario cautelativo molti insegnanti: orario ridotto e ingressi scaglionati.

Fiumicino – Che questo sarebbe stato l’annus horribilis della scuola italiana si era capito da un pezzo. Dubbi, paure e incertezze si sono palesate ben prima di settembre. Il rischio contagio è reale, e sono le statistiche a dimostrarlo: secondo i dati dell’Unsic, che ha rielaborato i dati ministeriali, la percentuale dei contagi registrati tra studenti, docenti e personale ausiliario potrebbe essere arrivata su scala nazionale, con una stima prudente, a circa il 15,1 per cento del totale.

Ad oggi, in tutta Italia, sono oltre 10mila gli studenti contagiati dal virus, con almeno 160mila finiti finora in quarantena. A questo bisogna sommare le tante assenze “cautelative” di intere classi per casi indiretti (cioè contagi di genitori, fratelli e sorelle): le attese sempre più estese per i risultati dei tamponi hanno pesanti riflessi sulla didattica. Ed è quello che sta succedendo in questi giorni alla scuola Lido del Faro di Isola Sacra, a Fiumicino.

Un’insegnante della primaria è infatti risultata positiva al Covid-19 e immediatamente sono stati attivati tutti i protocolli di sicurezza imposti dalle autorità. Altre diverse docenti sono in isolamento fiduciario, vittime anche loro di un virus subdolo che non fa distinzione di età e sesso.

Attenzione però: nessuno manifesta i sintomi e dunque, come disse il viceministro alla Salute Pierpaolo Sileri a Radio Anch’io su Rai Radio1, “essere positivi al tampone non vuol dire essere malati, anzi la stragrande maggioranza di quelli risultati positivi non si ammalerà e molto probabilmente, quando verrà ripetuto il tampone, si negativizzerà”. In altre parole, un contagiato dal coronavirus non è un malato, e non è detto che lo diventerà. Potrebbero manifestarsi dei sintomi in un secondo momento, è vero, ma come spiegato dal viceministro, ciò non avviene per la maggior parte delle persone che risultano positive al coronavirus dopo il tampone faringeo.

E mentre si attende la fine del periodo di quarantena, sceso a dieci giorni, la vita scolastica della Lido del Faro viene – ancora di più – stravolta. L’assenza dei docenti, come si legge in alcune circolari dell’Istituto, ha costretto la preside a scaglionare ulteriormente gli ingressi e a ridurre l’orario di lezione. E questo perché gli insegnanti in quarantena non possono nemmeno fare poiché ritenuti in malattia.

A farne maggiormente le spese sono gli studenti e le relative famiglie, vittime anche loro non solo del Covid-19 ma anche di un sistema fragile, come lo è quello scolastico italiano, che ha provato – e prova tuttora – a fronteggiare la pandemia senza concentrare gli sforzi (anche economici) sulle nuove tecnologie e sulla formazione informatica dei docenti. La didattica in presenza è sicuramente importante, soprattutto per i più piccoli, ma proprio per tutelare loro, forse, erano necessarie soluzioni più pragmatiche.

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