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“Ponza nel caos”, D’Amico si lancia: “Mi candido a Sindaco per riscrivere il futuro dell’isola”

D'Amico scioglie la riserva e svela: “Anche se FdI, il mio partito, mi sosterrà, ho deciso che correrò con una lista civica, ovvero con la mia associazione, Punto di svolta”

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Ponza – Ponza è nel caos. Dopo un’estate al limite, con “pariolini” che hanno messo a dura prova sia il Covid (ricordiamo che Ponza è Covid-free) che le Forze dell’ordine, anche l’apertura delle scuole prosegue non senza traballare, rischiando di minare il fragile equilibrio che gli isolani hanno sviluppato contro questo nemico invisibile.

Sul tema è intervenuto Danilo D’Amico, segretario provinciale e coordinatore locale di FdI, che ha sottolineato: “Mai come durante il lockdown prima e la stagione estiva poi, l’amministrazione targata Ferraiuolo ha dimostrato di affidarsi completamente alla fortuna.

Come dimostra, in primis, il fatto che nello stesso Comune non esiste il termoscanner e che sono in pochissimi ad indossare la mascherina. Incuranti del fatto che, nel malaugurato caso dovesse esserci realmente un contagiato, l’isola non sarebbe preparata a gestire le conseguenze, considerando quant’è piccola la stanza per il pre-triage (ricordiamo che sono stati messi a disposizione anche degli aerei per un eventuale trasferimento) e quant’è esiguo il numero di medici e personale sanitario che abbiamo a disposizione a livello locale.

Una situazione, questa – racconta ancora D’Amico -, che ha pericolosamente rischiato di degenerare quest’estate, dove tra controlli praticamente inesistenti e “pariolini” in giro per l’isola ce la siamo vista brutta.

Noi avevamo suggerito di “blindare” l’isola, proprio per evitare non solo assembramenti, ma anche situazioni pericolose. Invece, non solo Ponza è rimasta aperta, ma non è stato effettuato nessun tipo di controllo sulle strutture (ricordiamo che è vietato affittare case ai minorenni senza il consenso dei genitori) e neanche si è inviata una lettera alla Prefettura per chiedere un incremento dei Carabinieri (attualmente 7, troppo pochi per gestire il caos estivo).”

Distanziamento impossibile a scuola”, la denuncia di D’Amico

Eppure, secondo D’Amico, la “lezione” non è servita all’amministrazione Ferraiuolo, che dopo la gestione della stagione estiva, sta creando situazioni al limite anche per quanto riguarda la sicurezze nelle scuole.

“I controlli, almeno quelli relativi a ingressi e uscite – racconta D’Amico -, sono stati delegati ai “nonni vigili”, delle figure che, quest’anno dovranno occuparsi di far rispettare il distanziamento sociale. Ma il punto non è quello, come il punto non sono neppure i banchi a rotelle (mai arrivati) o quelli monoposto (arrivati in ritardo rispetto alla riapertura delle scuole).

Il punto è che i bambini andavano messi in sicurezza di seguire le lezioni in presenza e gli insegnanti andavano messi in condizione di fare in sicurezza il loro lavoro. Cosa che non è accaduta. Il plesso di S. Maria, infatti, è ancora chiuso per via dei lavori. Alla faccia del distanziamento sociale, quindi, invece di pensare a soluzioni alternative, l’amministrazione ha pensato di mettere insieme gli alunni del plesso di S. Maria con quelli della scuola in zona porto, dove le aule sono piccolissime e, nonostante tutte le misure di prevenzione del caso, si finisce per stare incollati, mettendo a rischio bambini e insegnanti.

Decisamente – sottolinea D’Amico – quest’isola ha bisogno di rompere con il passato. Ha bisogno di persone che la smettano di pensare come se fossimo ancora negli anni “80, che non facciano favori o guerre personali, ma che si mettano in discussione per evitare queste situazioni al limite”.

D’Amico ufficializza: “Mi candido a Sindaco”

 In questo caos, in questa Ponza letargica, sempre più lontana dalle esigenze degli isolani, è lo stesso D’Amico, classe “91, a rompere gli indugi e a svelare: “Mi candido a Sindaco, per le comunali del 2022, per tutelare gli interessi dei ponzesi e per rompere con i vecchi schemi del passato”.

A fermarlo dal prendere questa decisione non sono bastate neppure le diverse aggressione fisiche e verbali subite. Anzi, proprio grazie al sostegno ricevuto, che l’ha spinto a non mollare, a continuare a lottare, Danilo D’Amico ha deciso di scendere in campo e accettare la sfida: quella di candidarsi a Sindaco.

Chi pensava che quelle intimidazioni mi avrebbero fermato sbagliava moltissimo. Il sostegno ricevuto è sicuramente stato una grossa spinta a non mollare, perché voleva dire che il lavoro che stavo facendo, già all’indomani della tornata elettorale, veniva recepito e apprezzato e che, forse, proprio per questo, dava fastidio a qualcuno.

Per questo, dopo aver dialogato con il senatore Nicola Calandrini, con la mia famiglia e con l’associazione di cui sono presidente, ho deciso di ufficializzare la mia candidatura. Mi candido per rompere gli equilibri del passato, che ci hanno fatto diventare un’isola statica, basata sul turismo di quantità piuttosto che di qualità (bisognerebbe prendere esempio, invece, da Capri) e per tutelare gli interessi dei ponzesi, che purtroppo, negli ultimi anni, hanno dovuto assistere a squallidi teatrini, dove i temi cari all’isola e a chi la vive passavano sempre in secondo piano”.

Una candidatura “civica”

Quella di D’Amico, però, nonostante sia in anticipo sui temi (è il primo fra i candidati a sciogliere la riserva) appare fin da subito una scelta ben ponderata. “Ho deciso che non correrò con il simbolo del mio partito, bensì con una lista civica, ovvero con la mia associazione “Punto di svolta”.

Se il mio partito darà il suo sostegno? Dico solo che il mio progetto ha ricevuto il “battesimo” da FdI… Ma il punto è che il nostro sarà un programma basato sulle idee, non sui colori, che restano validi per i temi nazionali. Noi pensiamo al bene dell’isola e restare civico significa rispettare le sensibilità di tutti e avere nel proprio gruppo persone di buona volontà e idee di buon senso, che siano di destra o meno.”

Una bozza del programma

Cosa rispondo a chi mi chiede perché dovrebbe scegliere me? A loro io dico che non sono mai stato colluso con questo sistema. E dovrebbero scegliere me perché, anche se gli amici della Lega (con cui ci auguriamo di poter dialogare) sul tema ancora latitano, noi abbiamo già deciso: nel futuro di Ponza vogliamo esserci. Vogliamo esserci con una lista giovane, che faccia uscire quest’isola da quel letargo in cui sembra vivere 9 mesi all’anno…”

Ma allora una domanda sorge spontanea: destagionalizzare il turismo a Ponza è possibile? “La destagionalizzazione è un miraggio, uno di quelli che si usano spesso in campagna elettorale. Io mi “accontenterei” anche di farci lavorare anche 6 mesi all’anno.” E senza esitazioni, D’Amico poi spiega che uno dei punti cardine del suo programma (ancora abbozzato) sarà sicuramente quella di una riforma del turismo, in modo che tutto quello che si è visto durante questa estate ai tempi del coronavirus, non si ripeta mai più.

“Anche se – ammette D’Amico – quello della gestione della bella stagione, non è l’unico errore che rischia di essere fatale per l’amministrazione. Spicca, infatti, la situazione di stallo dei finanziamenti presi.

In primis, quello che permetterebbe, almeno in parte, di rimettere mano a Chiaia di Luna, la spiaggia simbolo di Ponza. “Sicuramente, per mettere in sicurezza Chiaia di Luna occorrerebbero almeno 20 milioni, a fronte dei 2,6 che ci sono stati assegnati… Ma non è accettabile il silenzio tombale dell’amministrazione che, pur consapevole del fatto che, se non si presenterà un progetto entro dicembre, perderemo il finanziamento, rimane ferma a guardare! Come non è accettabile il silenzio dell’opposizione, che, pur avendo promesso, in campagna elettorale, di riaprire quel tratto di spiaggia, ora tace. E pensare che, con quei soldi si poteva mettere in sicurezza il tunnel romano.”

Non solo Chiaia di luna, però. Quella dei finanziamenti, è una situazione che tocca anche l’isolotto di Zannone, ora tornato in mano al Comune. “Grazie all’intervento del senatore Calandrini, eravamo riusciti ad ottenere un finanziamento per la riqualificazione di Zannone, che scadrà il prossimo gennaio. Il tempo stringe e, purtroppo, quei 5 milioni rischiano di andare perduti, alla faccia dell’opposizione costruttiva”.

Dulcis in fundo, per D’Amico, uno dei temi da mettere sul tavolo è sicuramente la gestione dei servizi, dall’approvvigionamento idrico ai trasporti. “Quest’amministrazione è in una impasse grande come il Colosseo, che ci lascia totalmente in mano alle società. In primis, Acqualatina, che, ai tempi, ci fu imposta e che non fa altro che “regalare” disservizi. A seguire Laziomar, con le cui corse si rischia di raggiungere Ponza non prima di 3 ore e mezza, nel secolo in cui con queste tempistiche si raggiunge Dubai!

Bisogna prendere in mano la situazione e trovare un accordo, quindi, che non sia vantaggioso soltanto per le società, ma che permetta anche ai ponzesi di sentirsi tutelati dalle istituzioni preposte. Non possiamo continuare così.”

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