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Fondi, 12enne violentata in casa durante il lockdown: 3 arresti

Un 26enne, un 27enne e un 31enne hanno approfittato dell’ospitalità ricevuta da connazionali indiani per abusare della piccola

Fondi – Hanno approfittato dell’ospitalità ricevuta da connazionali indiani durante il periodo di lockdown per abusare sessualmente della figlia dei proprietari di casa, una ragazzina di 12 anni.

In tre sono stati ritenuti colpevoli di aver usato violenza alla piccola, si tratta di un 26enne, un 27enne e un 31enne raggiunti ieri da fermo di iniziato di delitto a firma del Sostituto procuratore Martina Taglione e del Procuratore aggiunto Rossella Speranza che hanno coordinato le indagini degli uomini del Commissariato di Polizia di Fondi, guidato dal vice questore Franco Pellegrino.

I tre erano stati allontanati in luglio e la bambina aveva taciuto l’accaduto. La mamma, però, aveva notato un comportamento diverso dl solito nella sua bambina e aveva cercato di capire cosa le stesse succedendo. Ma la 12enne, timida e estremamente riservata, aveva tenuto quel pesante segreto dentro di sé fino a quando ad agosto. Solo dopo 4 mesi dall’accaduto, aveva trovato il coraggio e la forza di confidarsi con la mamma che ha denunciato immediatamente l’accaduto agli investigatori di Fondi, cittadina nella quale risiedono.

Le indagini sono scattate subito. Il reato che si configurava ai danni della ragazzina era estremamente grave: violenza di gruppo aggravata dalla minore età della vittima.

E i dettagli che sono venuti fuori nel corso delle attività investigative sono raccapriccianti. I tre approfittando dell’ospitalità nel periodo di lockdown, a causa dell’emergenza epidemiologica da Covid-19, avevano abusato ripetutamente della piccola nei mesi di marzo e aprile.

Nelle prime ore della mattina, quando il papà della minore andava a lavoro e mentre la mamma e il fratello della 12enne dormivano, si consumavano le violenze.

La Procura di Latina, insieme agli investigatori di Fondi e i colleghi del capoluogo pontino sono riusciti con molta pazienza e con la dovuta delicatezza a far aprire la ragazzina che piano piano ha raccontato quanto le era successo. Si è trattato di audizioni realizzate in ambiente protetto e sotto la supervisione di esperti, possibili grazie alla fattiva collaborazione della mamma della vittima.

Ricostruito l’accaduto i tre sono stati individuati e, ieri, sono stati raggiunti dal provvedimento di fermo, due a Fondi e il terzo a Pordenone. Ai tre indagati è stata applicata la misura restrittiva dell’arresto in carcere, anche in considerazione del pericolo di fuga, trattandosi di soggetti in attesa di regolarizzare la loro posizione sul territorio  italiano.

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Per dovere di cronaca, e a tutela di chi è indagato, ricordiamo che un’accusa non equivale a una condanna, che le prove si formano in Tribunale e che l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio.