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Fondi, volano gli stracci durante il Consiglio comunale d’insediamento

Il consigliere De Filippis, ex candidato sindaco dei dem, è stato dichiarato incompatibile. Caos sulla nomina di Mastrobattista a presidente del Consiglio

Fondi – Sono volati gli stracci durante il consiglio d’insediamento del Comune di Fondi. Niente di nuovo sotto il sole… o quasi. Una sorpresa, infatti, è arrivata fin da subito: l’ex candidato sindaco dei democratici, Raniero De Filippis, infatti è stato dichiarato incompatibile per il suo ruolo di consigliere di opposizione.

Una scelta che ha, fin da subito, accesso gli animi. Sebbene lo stesso De Filippis abbia ammesso di non essere compatibile con il ruolo per cui è stato scelto (per motivi tecnici, dato che la Regione, suo datore di lavoro, non aveva ancora accettato la sua richiesta di aspettativa) e sebbene il consigliere d’opposizione Luigi Vocella abbia chiesto di rinviare il Consiglio, dando a De Filippis la possibilità di partecipare ai lavori, la maggioranza ha deciso diversamente, dichiarando la sua incompatibilità e, ammettendo, in surroga, Salvatore Venditti, ovvero il primo dei non eletti della lista “Camminare insieme”.

La giunta di Maschietto

In questo clima di tensione, è arrivato il giuramento del sindaco, Beniamino Maschietto, e l’ufficializzazione della Giunta, che, già da oggi, rischia di essere un campo minato.

Il primo nodo da sciogliere è così disvelato: Maschietto ha partorito il suo “delfino”. Vincenzo Carnevale. Che ha deciso di lasciare il suo posto in qualità di consigliere comunale (e provinciale) per provare ad assicurarsi un futuro da protagonista nel prossimo Governo della città.

Per gli altri assessorati, confermati i nomi, già anticipati, di Claudio Spagnardi e Stefania Stravato. A loro si aggiungono Sonia Notarbernardino e Santina Trani (che chiudono, così, le quote rosa), Fabrizio Macaro e Antonio Ciccarelli.

Al loro posto, sono subentrati in Consiglio comunale Elisa Carnevale, Raffaele Gagliardi e Vincenzo Matteri per Forza Italia, e di Jessica Di Tracchio per “Io si”.

Lo strappo con la Lega

 Nonostante l’accordo in campagna elettorale, la Lega non ha trovato posto, come preannunciato, neppure nell’esecutivo, finendo col causare alla maggioranza il primo grande strappo. “Presentando il partito per la prima volta alle elezioni amministrative – hanno chiarito i leghisti –  abbiamo deciso di condividere un programma elettorale e la persona che ne avrebbe garantito la sua realizzazione e, di conseguenza, abbiamo dato quel giusto contributo che di fatto ha consentito alla coalizione guidata da Beniamino Maschietto di superare già al primo turno la soglia del 60% e di conquistare il relativo premio di maggioranza”.

E ancora: “Nonostante l’assenza dalla compagine amministrativa comunale, saremo comunque presente sul territorio ed affronteremo le questioni che riguardano la nostra città, stando sempre vicini ad ogni cittadino ed impresa fondana.  Crediamo i cittadino abbiano il diritto di vedersi garantita non solo legalità e sicurezza, ma anche strade sicure, servizi ed assistenza alle fasce deboli. Noi risponderemo ai bisogni del territorio con proposte politiche concrete, come è suo stile politico”.

La minoranza sul piede di guerra: Mastrobattista diventa il Presidente del Consiglio

 Dopo una vittoria sudatissima al ballottaggio e arrivata anche grazie alla chiara presa di posizione di Giulio Mastrobattista, ex candidato sindaco di FdI, sembrava chiaro che, lo stesso, sarebbe stato protagonista in qualche ruolo nell’esecutivo. E così è stato. L’avvocato Mastrobattista ha conquistato il ruolo di Presidente del consiglio, con Elisa Carnevale e Cristian Peppe come rispettivi vicepresidente vicario e vicepresidente.

Sulla sua nomina è scesa in campo, compatta, quasi tutta la minoranza (ad eccezione del consigliere Marcucci, compagno di partito di Mastrobattista), che non si è limitata a votare contro e a fare una propria proposta (avanzata dal consigliere Ciccone, che vedeva il consigliere Venditti come vicepresidente), ma ha anche accesso un vero e proprio dibattito su quali siano i risultati della campagna elettorale e quali le verità da raccontare ai fondani.

In particolare, sono stati molto accesi i toni dei consiglieri appartenenti alla coalizione di Luigi Parisella, ex candidato sindaco sconfitto al ballottaggio. “La maggioranza – ha sottolineato il consigliere di minoranza Luigi Vocella, prima di procedere con il voto per l’elezione del Presidente – vuole fare asso pigliatutto. Non si può far passare la nomina di Mastrobattista come una “concessione” fatta alla minoranza, quando, con quella stessa minoranza, non avete mai discusso del tema.

Cosa avete deciso, esattamente? Mastrobattista, per voi, è stata pura e semplice campagna acquisti durante la campagna elettorale pre-ballottaggio. Siamo noi i più rappresentativi, eppure non siamo stati interpellati. Di certo non accettiamo questa vostra imposizione”.

A chiosare sul tema, prima del voto, è stato anche l’ex candidato sindaco Luigi Parisella che ha specificato: “Non vi è permesso prenderci in giro. Mastrobattista siede sui banchi della minoranza, ma, di fatto, è un allargamento della vostra maggioranza. I cittadini devono sapere.”

Tra spine e veleni: la Giunta è servita

Insomma, tra spine, veleni e nuovi rancori, pare che nel nuovo Governo di Fondi non manchi proprio nulla… Intanto, la Giunta è servita. Che la partita abbia inizio.

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