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Non solo nuoto agonistico. Amatori, anziani e bambini praticano per cura e benessere. Barelli: “Chiusura senza base scientifica”

Ha parlato a Radio 24 il Presidente della Federnuoto. Il grido di aiuto delle piscine d’Italia. L’esempio di Napoli

Roma – Mentre il nuoto dichiara lo stato d’emergenza, dando strada comunque alle piscine aperte per tutti i tesserati di tutte le categorie ed età, come è stato chiarito dalle Faq di Sport e Salute, gli impianti chiusi esprimono il proprio disappunto e dolore.

Lo fanno le piscine di Napoli, grande città di tradizione natatoria. Oltre i tesserati della Federnuoto che troveranno spazio per gli allenamenti e la pratica, sono gli amatori a restare fuori. Tutti quelli che con il nuoto mantengono uno stato di salute buono. Ma non solo. Si nuota per guarire da varie patologie fisiche e mentali facendo terapia e l’acqua rilassa, leviga, riabilita e fa rilassare. Dunque pesa la chiusura delle piscine di tutto quel mondo, non agonistico, che resterà fermo fino al 24 novembre. Maurizio Santucci all’Ansa, da parte del Circolo Posillipo in cui gestisce la piscina Poerio in Corso Vittorio Emanuele dichiara: “Abbiamo lavorato e creato le condizioni affinché la nostra piscina fosse un luogo sicuro, abbiamo investito anche soldi e questo dispositivo lo riteniamo ingiusto“. Poi prosegue: “Ho sentito che lo ha detto anche il governatore da Fazio, che le piscine e le palestre per come ora sono organizzate non sono un luogo di contagio, ci dispiace per i soci ma anche e soprattutto per le persone che frequentano la nostra piscina. Parlo dei nuotatori amatoriali e soprattutto dei circa 50 portatori di handicap fisici o mentali che vengono qui per i corsi, per tutti quelli che nuotano per attività post operatoria e usano la piscina per risolvere problemi di salute“.

Intanto nel pomeriggio, comunica Palazzo Chigi, che verrà approvato un decreto legge per erogare aiuti economici a palestre e piscine chiuse. Con indennizzi per le spese sostenute, anche per sanificare e adeguare gli ambienti ai protocolli sanitari.

Dunque il nuoto, non solo quello agonistico. Ma anche per chi ne ha bisogno per curare patologie e handicap. Non termina allora di intervenire e di parlare il presidente della Federnuoto Paolo Barelli. Sin dalla  chiusura delle piscine in tutta Italia, ha alzato la voce per difendere l’intero movimento che conta in Italia 5 milioni di praticanti: “La chiusura delle piscine è figlia di un ragionamento superficiale e non supportato da basi scientificheha detto a Radio 24Senza un ristoro vero, molti impianti falliranno“.

(Il Faro online)