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Nuovo Dpcm e crisi delle imprese, Confcommercio Latina chiede: “Ristori immediati”

L'assessore alle Attività produttive del capoluogo pontino: "Con i colleghi di altri 29 Comuni d’Italia, abbiamo inviato una lettera al presidente Conte"

“Il nuovo Dpcm emanato ci pone, ancora una volta, in una posizione di estrema criticità”.

Sulle limitazioni imposte dall’ultimo provvedimento del presidente del Consiglio dei ministri, Giuseppe Conte, interviene il presidente della Confcommercio Latina-Frosinone, Giovanni Acampora.

“Quello che avevamo previsto, purtroppo, si sta drammaticamente avverando, l’emergenza sanitaria si sta trasformando in una emergenza economica senza precedenti aumentando disagio e tensioni sociali.

Migliaia di manifestazioni spontanee in tutta Italia ne sono la riprova”.

Nel riportare quanto sta accadendo in viarie città d’Italia, Acampora mette sul piatto della bilancia la gravità della situazione sanitaria ma anche il comportamento tenuto dagli esercenti e dichiara: “Vero è che c’è una crisi sanitaria senza precedenti; vero è, anche, che le nostre imprese hanno ottemperato a tutti i protocolli e prescrizioni eseguendoli scrupolosamente con sacrifici e dispendio di importanti risorse economiche.

E’ anche vero che bisognava, stante l’aumento esponenziale della curva epidemiologica, intervenire con urgenza, ma è altrettanto vero che nonostante si avesse certezza, già da tempo, di una seconda ondata, le continue indecisioni, la mancata programmazione del potenziamento del sistema sanitario, dei trasporti e della scuola ed i ritardi degli ammortizzatori sociali rischiano, oggi, di essere il detonatore di una crisi esplosiva”.

Il presidente della Confcommercio annuncia: “Le chiusure e le limitazioni disposte, infatti, pur colpendo direttamente solo alcuni settori, avranno ripercussioni drammatiche anche su tutti gli altri settori del commercio come conseguenza della drastica riduzione dei consumi generata dall’impoverimento di una parte significativa della popolazione.

Al di là delle valutazioni circa l’opportunità o meno di uno stop allo sport, alla cultura e di una limitazione alla ristorazione, troviamo, francamente incredibile, che contestualmente al Decreto con le misure restrittive non sia stato adottato anche un decreto con adeguati indennizzi, ristoro e immediate misure compensative.

L’incertezza in questi momenti diventa esasperazione e l’esasperazione fa montare la protesta”.

In merito a una ricerca di soluzioni che siano di sostegno per le categorie più colpite dalle limitazioni Acampora annuncia: “Sotto il profilo dell’interlocuzione istituzionale, stiamo lavorando come Confederazione nazionale, attraverso il nostro presidente Carlo Sangalli, con la richiesta urgente di incontro con il presidente del Consiglio Conte.

Mercoledì 28 ottobre con la nostra Fipe, Federazione Italiana Pubblici Esercizi, saremo in 21 città italiane a manifestare con #Mille Coperti a Terra#. A Roma sarà presente la nostra Fipe Confcommercio Lazio Sud capitanata dal suo Presidente Italo Di Cocco.

Stiamo predisponendo una serie di incontri per sensibilizzare le amministrazioni locali. Inizieremo con il Comune di Latina alla presenza del nostro sub commissario Annalisa Muzio.

Appoggeremo ogni iniziativa a tutela delle nostre categorie come quella a sostegno della nota congiunta dei 33 sindaci della provincia di Latina che hanno chiesto a Governo e Regione un piano economico per le categorie a rischio.

Faremo sentire la nostra voce forte e chiara al fianco delle migliaia di imprese e dipendenti che, purtroppo, non vedono più la luce in fondo al tunnel, ma al contempo invitiamo tutti ad esprimere responsabilmente il loro disagio, rispettando le norme di sicurezza anti-Covid e di ordine pubblico.

Ora più che mai dobbiamo fare gioco di squadra, insieme per resistere, resistere, resistere…”.

Sulla medesima linea del presidente della Confcommercio anche l’assessora alle Attività produttive del Comune di Latina, Simona Lepori, che evidenzia: “Oggi, insieme ai colleghi assessori al Commercio e alle Attività produttive di altri 29 Comuni d’Italia, ho sottoscritto una lettera indirizzata al presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte per rilanciare l’appello del presidente Anci, Antonio Decaro.

Siamo assolutamente consapevoli della gravità della situazione a livello sanitario, con la curva dei contagi che continua a crescere e a preoccupare. Ma se alle ultime disposizioni del Dpcm firmato ieri dal presidente Conte, non seguiranno misure di ristoro immediate per i settori colpiti, all’emergenza epidemiologica presto potrebbe aggiungersi una vera e propria emergenza economica e sociale.

Dobbiamo tener conto che anche nella nostra città c’è una fascia di popolazione che ha subìto in maniera particolare il primo lockdown e che oggi stava cercando di recuperare il terreno perduto nel rispetto delle leggi e delle misure vigenti. Non possiamo permettere che questa seconda ondata della pandemia possa rappresentare per tutte queste persone un colpo mortale“.

 

(Il Faro online)