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Scuola, Garante per l’infanzia: “In commissione mi è stata tolta la parola, sono preoccupato per i ragazzi”

"Le mie istanze sono volte a conoscere quali sono state e quali saranno le azioni messe in campo dalla Regione sul diritto alla salute e allo studio dei nostri giovani durante il coronavirus"

Roma – “Questa mattina, nel corso della Commissione regionale Diritto allo studio e Lavoro, che mi ha audito, mi e’ stata tolta la parola dalla presidente della Commissione, Eleonora Mattia, perché già intervenuto ripetutamente. Evidenzio che la Commissione e’ durata poco più di un’ora. Confermo che il mio ruolo di garanzia mi impone di chiedere tutti i chiarimenti e le spiegazioni necessarie al fine di tutelare i minori della Regione Lazio”.

“Sono stato audito- ha spiegato il garante per l’infanzia- a seguito di apposita istanza della consigliera Roberta Lombardi per le ripetute note inviate al presidente della Regione Nicola Zingaretti, che non ha mai dato seguito alle mie richieste, quando il mio ruolo prevede pareri, anche se non vincolanti, sugli interventi legislativi della Regione, ancor di più oggi che vengono presi con urgenza e rischiano di violare i diritti dei nostri ragazzi.

Le mie istanze sono volte a conoscere quali sono state e quali saranno le azioni messe in campo dalla Regione sul diritto alla salute e allo studio dei nostri giovani durante il coronavirus, oggi più che mai tema cruciale. Sappiamo infatti che il diritto allo studio in presenza, tra quarantene e Dpcm, non può essere garantito a migliaia di giovani del Lazio”.

Ha aggiunto Marzetti: “A seguito dell’intervento dell’assessore Claudio Di Berardino, che ha rimandato la competenza della materia al piano nazionale, facendo piccoli passaggi sulla prima ondata del covid, e a seguito dell’affermazione evinta per cui “a chi ha chiesto un pc o altre necessita’ e’ stato dato un pc” ho sollecitato spiegazioni- ha riferito il Garante- visto che ricevo tutti i giorni istanze dalle famiglie che chiedono sia garantito il diritto allo studio ai loro figli che non si possono permettere computer, o più pc
se hanno più figli, e tanti che segnalano di non avere copertura di rete.

Ma non mi e’ stato concesso replicare, come anche all’affermazione per cui ‘”a copertura della rete sul Lazio sarebbe, come ho evinto, di competenza nazionale” e poiché ritengo che in questo momento più che mai la competenza sia invece di tutti e non si debba scaricare su altre istituzioni, ho chiesto chiarimenti in merito”. – Ha concluso il garante per l’infanzia Marzetti: “Io continuerò a battermi con tutte le mie forze per avere chiarimenti e pretendere il diritto alla salute e all’istruzione dei minori, affinché nessuno resti indietro”. Fonte Dire, 27/10/2020
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