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Anzio, sgominata una centrale di spaccio nel quartiere “Corso Italia”: 2 arresti e 2 denunce foto

Nel corso delle perquisizioni sono state sequestrate 2 serre per la produzione di droga, numerose quantità di marijuana, hashish, crack e diverse armi da fuoco

Anzio – Maxi blitz antidroga nel quartiere “Corso Italia” di Anzio da parte degli agenti del commissariato di Anzio diretto da Andrea Sarnari. L’operazione è scattata grazie ad un’ intensa attività investigativa nella zona della Polizia di Stato.

Finalizzata a sgominare una centrale di spaccio realizzata con l’utilizzo di manufatti abusivi e di appartamenti occupati, l’attività si è estesa a cinque aree, interessando tre diversi numeri civici, ed ha portato all’arresto di un 35enne di nazionalità marocchina, al quale è stata sequestrata un’autovettura di lusso di proprietà e di un 72enne di Anzio, che rivestiva rispettivamente, sia il ruolo di spacciatore al dettaglio che quello di capo del sodalizio. Denunciati a piede libero anche due fratelli del 35enne magrebino.

Nel corso delle perquisizioni sono state rinvenute e sottoposte a sequestro considerevoli quantità di marijuana, hashish, crack, cocaina insieme all’attrezzatura per la pesatura di stupefacente nonchè 26.000 euro in contanti.

Due serre altamente tecnologizzate per la produzione di droga sono state trovate dagli agenti in due degli appartamenti perquisiti e sono state sottoposte a sequestro.

Sequestrate anche numerose armi tra cui una carabina monocanna calibro 22, una carabina ad aria compressa, una pistola semiautomatica calibro 7,65 con matricola abrasa e un fucile a canne mozze calibro 12 con relativo munizionamento. E’ stato rimosso anche il sistema di videosorveglianza installato dai malviventi a protezione dello svolgimento dell’attività illegale.

Nel corso dell’operazione sono state identificate 90 persone, controllati 68 veicoli e rimosse 10 autovetture trovate nelle adiacenze degli appartamenti interessati prive di assicurazione.

Per dovere di cronaca, e a tutela di chi è indagato, ricordiamo che un’accusa non equivale a una condanna, che le prove si formano in Tribunale e che l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio.
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