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Fdi Latina su Rio Martino: “E’ una fonte economica che va salvata”

Andrea Chiarato lamenta danni sociali e turistici per la città

Latina – “In relazione all’approvazione del nuovo Pua in Commissione Governo del Territorio mi sento in dovere di esprimere la mia opinione e di farmi portavoce delle problematiche che tante realtà del nostro territorio lamentano da tempo”.

Andrea Chiarato, esponente di Fratelli di Italia e presidente dell’associazione “Amici del Lago di Fogliano” interviene sulla questione e, in particolare, sottolinea: “Sono passati 11 anni dalla sigla dell’Accordo programma tra la Provincia di Latina e i Comuni di Latina e Sabaudia volto alla riqualificazione e alla messa in sicurezza dello sbocco al mare di Rio Martino. Da allora, la situazione non ha fatto che peggiorare. Nelle more della burocrazia e dei rimpalli di responsabilità, i diportisti del litorale hanno perso anche l’accesso al mare costituito dal Fosso Mascarello, chiuso a causa della situazione di degrado e pericolo del ponte carrabile che attraversa il canale. Una situazione inaccettabile laddove si pensi ai danni sociali, turistici ed economici che vengono causati alla città di Latina e alla sua Marina”.

Chiarato sollecita un intervento per “un’economia che merita di essere salvata prima di ‘perdere’ un’altra estate. Ad oggi, l’unico accesso al mare è lo scivolo esistente sul lato Sabaudia del porto canale di Rio Martino, dove peraltro è attiva solo la banchina per i pescatori professionisti (ossia dotati di licenza) mentre non sono attive le banchine per la diportistica.

Solo nel 2018 erano 700 le piccole imbarcazioni rimaste prive di un punto di approdo.

Inevase sono rimaste le petizioni e le proposte formulate dalle varie associazioni formatesi sia sul Mascarello che sul porto canale di Rio Martino. Pescatori, diportisti e commercianti che a grande voce e a più riprese hanno presentato progetti e proposte (a loro spese) per consentire la riapertura del Canale Mascarello e la gestione in sicurezza del porto canale di Rio Martino”.

In merito all’accesso a mare esistente il presidente dell’associazione “Amici del Lago di Fogliano” evidenzia: Invero, è tutt’altro che dignitoso. L’aera di accesso è limitata, non ci sono gli spazi necessari per ospitare le auto, senza considerare che il numero delle imbarcazioni che possono ormeggiare non è assolutamente sufficiente a coprire le richieste dei pescatori e diportisti della zona. Non sono garantite le condizioni di sicurezza della banchina costantemente oggetto di riparazioni ed interventi da parte dei diportisti (il mancato dragaggio fa sì che le barche dei pescatori si arenino su un canale che già di per sé è progettato per accumulare sabbia in eccesso da distribuire sulle coste disastrate dall’erosione)”.

E sugli eventuali azioni programmate l’esponente di Fratelli di Italia sostiene: “Non sono chiari gli interventi posti in essere dall’ultima gestione Comunale. Emergono solo tante domande: che fine hanno fatto i 19 milioni di euro previsti per la realizzazione del progetto definitivo dell’opera? Soprattutto, il progetto definitivo quando diventerà tale? Ad oggi solo i primi due stralci sono stati conclusi con l’utilizzo di circa 7 milioni di euro. Del terzo stralcio, urgente per rendere fruibile il canale, attraverso la sistemazione dei pontili, dei parcheggi per le automobili, di acquedotto e fognatura, nulla si è più detto.

E se il problema finora è stato nascosto sotto al tappeto, sicuri della dichiarata responsabilità della Regione, quest’ultima, a marzo di quest’anno ha finalmente chiarito con una nota la responsabilità del Comune. A decorrere dal 30 giugno 2020, sono attribuite ai Comuni le funzioni e i compiti amministrativi relativi il rilascio delle concessioni dei beni del demanio marittimo e di zone del mare territoriale per finalità diverse da quelle di approvvigionamento di fonti di energia, ivi compresi i porti turistici, gli approdi turistici ed i punti di ormeggio, fatte salve le concessioni riservate allo Stato ai sensi della normativa vigente”.

Eppure Chiarato dichiara: “Nonostante la chiarita responsabilità tutto è fermo ed il Comitato di Borgo Grappa che chiede di gestire le sponde sul lato latinense, è ancora in attesa di risposte”.

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