Seguici su

Cerca nel sito

Aumento dei contagi in Giappone. E le Olimpiadi? Il mondo resta in attesa del vaccino

Il Premier nipponico annuncia la crescita preoccupante della curva. A Tokyo più di 100 mila persone infettate. L’organizzazione dei Giochi va avanti

Tokyo – Era stato particolarmente ottimista Thomas Bach nel suo intervento a SportLab. Il Presidente del Comitato Olimpico Internazionale si era detto favorevole ad un pensiero pro Giochi di Tokyo, grazie ai metodi di controlli sanitari anti Covid-19 e alle cure sempre più invasive.

Ma la curva nel mondo non si arresta e in attesa del tanto sospirato vaccino, anche il Giappone alza l’asticella del pericolo. Nel Paese in cui saranno svolte le Olimpiadi, e dove comunque l’organizzazione a Cinque Cerchi non si arresta, stanno crescendo i contagi. Probabilmente  dovuti alle temperature invernali, che spingono i cittadini nipponici a ritrovarsi in luoghi chiusi: “Dobbiamo osservare la situazione sotto un’altra ottica e con estrema cautela rispetto alla stagione precedente“, ha detto il premier giapponese Yoshihide Suga. L’aumento della positività si registra soprattutto nei grandi centri metropolitani. Ma anche nelle zone limitrofe, come la prefettura di Hokkaido e in altre regioni a nord est della Penisola.

Bach aveva detto, spianando la strada verso i Giochi: “Confermo ciò che sta succedendo – ha detto il capo dello sport mondiale, come aveva riportato Il Faro online lo scorso 29 ottobre – anche in un momento del genere si possono organizzare sport ed eventi sportivi. I test rapidi sono sempre più efficaci e applicabili, siamo quasi pronti anche per l’ultima fase dei vaccini. Per questo siamo fiduciosi. Potremo organizzare con successo le Olimpiadi il prossimo anno, la prossima estate, a Tokyo”. Intanto il Governo metropolitano di Tokyo ha segnalato 242 nuovi casi nella giornata di ieri, con un totale complessivo di oltre 32 mila persone infettate. Nella Capitale esiste il livello più alto. Il Capo di Gabinetto del Governo, come riporta l’Ansa, ha detto: “Non risparmieremo alcuno sforzo per ridurre l’espansione del virus, lavorando con le autorità locali per coordinare un ulteriore aumento dei test nelle regioni maggiormente a rischio”. Sono oltre 100 mila i casi in Giappone, con più di mille decessi. Ma lo sport spera ancora. Il confine tra il sogno e la realtà sarà deciso man mano e non esiste un piano B: “Stiamo lavorando sodo – aveva chiarito Bach –  grazie ai nostri partner giapponesi. La cerimonia di apertura è prevista il 21 luglio. Il Giappone si sta impegnando, siamo molto fiduciosi che si possano iniziare i Giochi in quella data”.

Il Cio sarà stato prontamente avvertito della situazione e la collaborazione prosegue tra il Comitato Internazionale e il Giappone, con la speranza che la crisi passi presto. Non si può annullare l’evento, caso in cui si delineerebbe una profonda crisi dello sport mondiale e delle sue dinamiche tecniche e organizzative. E anche economica del Paese del Sol Levante.

(Il Faro online)