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Presidenziali 2020, Joe Biden eletto presidente degli Stati Uniti

Secondo le proiezioni, Biden può contare su 273 voti elettorali dopo la conquista dei 20 voti della Pennsylvania

Washington - Joe Biden è stato eletto presidente degli Stati Uniti secondo la Cnn, la prima a sancire la vittoria del candidato democratico nelle elezioni 2020. Dopo l'annuncio della Cnn sono arrivati quelli dell'AP e della Nbc. Secondo le proiezioni, Biden può contare su 273 voti elettorali dopo la conquista dei 20 voti della Pennsylvania.

"America, sono onorato che mi abbiate scelto per guidare il nostro grande paese". Joe Biden, con un tweet, pronuncia le prime parole da presidente eletto degli Stati Uniti. "Il lavoro davanti a noi sarà duro, ma vi prometto che sarà un presidente per tutti gli americani, che mi abbiate votato o no. Onorerò la fiducia che avete riposto in me", aggiunge.

Biden, 46esimo presidente degli Stati Uniti, stava trascorrendo la mattinata nella casa di famiglia a Wilmington, nel Delaware, quando la 'Cnn' lo ha annunciato come vincitore delle elezioni. Migliaia di persone in festa davanti alla Casa Bianca alla notizia della vittoria di Joe Biden. Le tv americane mostrano scene di giubilo, urla e applausi dei manifestanti riuniti per festeggiare il successo del candidato democratico a quattro giorni dal voto.

La commissione elettorale: "No ci sono le prove di frodi"

"Non ci sono prove di frodi" nelle elezioni Usa 2020. Lo ha assicurato alla 'Cnn' Ellen Weintraub, uno dei commissari della Commissione elettorale federale, secondo cui "nessuna delle denunce ha allegato alcuna prova di frode".

"Ci sono stati pochissimi reclami su come si sono svolte queste elezioni", ha detto Weintraub. "Rare denunce motivate, lasciatemi metterla in questo modo. Non ci sono prove di alcun tipo di frodi elettorali né prove di voti illegali espressi", ha aggiunto.

Trump insiste: "Ho vinto e di molto"

"Ho vinto queste elezioni e di molto". Così in un nuovo tweet il presidente americano, Donald Trump torna a insistere. "Decine di migliaia di voti sono stati ricevuti illegalmente dopo le 20 martedì, giorno delle elezioni, cambiando totalmente e facilmente i risultati in Pennsylvania e in altri Stati sul filo del rasoio", dichiara in un altro tweet il presidente americano rilanciando, senza produrre prove, le accuse di brogli nelle elezioni che si avviano ad aprire le porte della Casa Bianca a Joe Biden.

Trump ha continuato a sostenere la mancanza di "trasparenza" durante lo spoglio dei voti in alcuni Stati in bilico, affermando che "illegalmente" non è stato permesso di osservare lo scrutinio di centinaia di migliaia di voti.

Ciò ha cambiato "il risultato delle elezioni in numerosi Stati, tra cui la Pennsylvania, che tutti pensavano fossero stati vinti facilmente la notte delle elezioni" per poi "vedere sparire un enorme vantaggio, senza che nessuno potesse osservare per lunghi intervalli di tempo quanto accaduto", ha scritto Trump in una serie di tweet.

In quelle ore, ha aggiunto il presidente, non c'è stata "trasparenza" in quanto le porte degli edifici dove si contavano i voti sono state bloccate e le finestre coperte con cartoni spessi così da impedire agli osservatori di vedere. "All'interno sono accadute cose brutte, grandi cambiamenti hanno avuto luogo", ha aggiunto.

Intanto, incapace di accettare l'esito del voto, Trump sarebbe pronto ad una 'purga' per punire i collaboratori che ritiene non siano stati leali. Lo scrive il Washington post, secondo il quale il ministro della Difesa Mark Esper, il direttore della Cia Gina Haspel e altri alti funzionari "potrebbero essere messi alla porta senza cerimonie nei prossimi giorni e settimane".

Già due giorni fa, l'Nbc riferiva che Esper sta preparando la lettera di dimissioni. Intanto il sito The Hill riporta preoccupazioni negli ambienti della difesa nel caso Esper se ne vada, con il rischio che gli uomini vicini a Trump non vogliano collaborare con l'amministrazione entrante di Joe Biden. "Naturalmente i nostri avversari approfitterebbero di quello che sarebbe percepito come un vuoto di leadership nell'establishment della sicurezza nazionale", commenta sul sito Mackenzie Eaglen, esperto di difesa dell'American Enterprise Institute, un think tank conservatore.

Per ora Trump ha destituito bruscamente Bonnie Glick, numero due di Usaid, trasferendo le sue competenze a John Barsa, che già guida ad interim questa agenzia del governo per la cooperazione internazionale. Trump non ha dato nessuna spiegazione alla Glick e il Washington post scrive che la sua cacciata "è la prima di un'attesa vasta purga di funzionari che Trump ritiene non siano stati abbastanza leali". Secondo diverse fonti, Trump vuole che i suoi collaboratori "portino il più possibile avanti la sua agenda" fino a quando rimarrà in carica. "Se Joe Biden vince, come appare sempre più probabile, allacciate le cinture. I prossimi mesi saranno accidentati", conclude il Washington post riferendosi al periodo della transizione prima dell'insediamento di Biden il 20 gennaio (fonte Adnkronos)