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Ardea, sequestrata una discarica abusiva da 1000 metri quadri: nei guai un’azienda di Nettuno foto

A far scattare le indagini sono state le segnalazioni dei cittadini, che lamentavano forti rumori e esalazioni dei gas di scarico

Ardea – La Polizia Locale di Ardea ha sequestrato un terreno da circa 1000 metri quadri utilizzato da una azienda di smaltimento di Nettuno come area di stoccaggio di rifiuti senza autorizzazioni.

Le segnalazioni dei cittadini – che lamentavano esalazioni dei gas di scarico dei mezzi d’opera utilizzati nell’illecita attività e rumori fastidiosi creati nel corso delle operazioni di smaltimento – hanno fatto scattare le indagini dei caschi bianchi di via Laurentina che hanno scoperto che quanto messo in opera era una vera e propria attività illecita di smaltimento di rifiuti eseguita senza autorizzazione.

L’attività era ben congeniata: all’interno del “consorzio Colle Romito” erano stati predisposti dei punti di raccolta dove i cittadini erano invitati a fare confluire i propri rifiuti. L’azienda dedita al servizio, poi, prelevava periodicamente i rifiuti ma, anziché portarli direttamente in una discarica autorizzata per la loro distruzione, li portava in un lotto di terreno dove venivano depositati e quindi stoccati senza procedere, nell’immediatezza della raccolta, al loro effettivo smaltimento. Peccato, però, che l’area individuata fosse priva delle prescritte autorizzazioni, oltre che posizionata in prossimità di abitazioni.

“L’indagine – racconta il comandante della Polizia Locale, Sergio Ierace – è partita dall’accorata richiesta d’aiuto di un cittadino portatore di handicap. La disperazione di questa famiglia mi ha colpito particolarmente, ed il fatto che tale situazione fosse oggetto di segnalazione senza essere mai stata oggetto di approfondimenti mi è particolarmente dispiaciuto. I cittadini vanno ascoltati e le istituzioni devono a mio avviso essere al loro fianco per il ripristino della legalità: quello che crediamo di aver fatto in questa operazione. Ringrazio come sempre la cittadinanza che allerta le forze sul territorio avendo fiducia nelle stesse affinché vi sia la possibilità di indagare e giungere all’individuazione dei colpevoli, raggiungendo così il ripristino della legalità per il civile e quieto vivere dei cittadini”.

Oltre al sequestro dell’area, l’indagine ha portato all’individuazione di due cittadini italiani, uno di Ardea e uno di Nettuno, ritenuti colpevoli dell’illecito traffico.

Per dovere di cronaca, e a tutela di chi è indagato, ricordiamo che un’accusa non equivale a una condanna, che le prove si formano in Tribunale e che l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio.
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