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Federica Pellegrini torna in gara e propone al Cio: “Vaccino per gli atleti a Tokyo”

Quarto posto nei 200 stile all’International Swimming League per l’atleta azzurra. Le Olimpiadi, un vaccino per tutti gli atleti e il timore del futuro

E’ tornata in gara Federica Pellegrini. Dopo la brutta esperienza dovuta all’isolamento domiciliare e alla febbre a seguito del tampone positivo al Covid-19, la campionessa olimpica ha potuto raggiungere i suoi compagni di Nazionale in Ungheria. Si è svolto l’ultimo match per la squadra degli Aqua Centurion, di cui la Divina è il capitano: “Sono super contentaha dichiarato a Sky Sportsono riuscita a raggiungere il mio team e ne avevo bisogno”. La voglia di tornare in piscina era grande. E anche il timore di non poterlo fare. Tutto era racchiuso nell’esito della visita medica di controllo eseguita prima della partenza per Budapest: “Mi hanno detto di ripartire in modo gradualespiega Federicae quindi mi sono poi simbolicamente buttata in acqua, non sapendo che cosa potesse venirne fuori”.

Ha fatto comunque la sua gara la plurimedagliata azzurra, seguita costantemente dal coach Matteo Giunta. Ha ottenuto un quinto posto nei 200 dorso in vasca corta, un quarto sia nei 200 stile che in staffetta 4×100 femminile. Insieme ad un settimo posto nella mista. Un ritorno molto incoraggiante, in una forma fisica comprensibilmente non al 100%.

Il pensiero che immediatamente le viene in mente, come spiega a La Repubblica, è sempre quello. Le Olimpiadi di Tokyo. Ma come partecipare, in un mondo in cui la diffusione del coronavirus è totale? Lei racconta la sua esperienza vissuta nel protocollo sanitario utilizzato a Budapest dall’organizzazione degli International Swimming League. La competizione a cui, ha appena partecipato. E spiega: “Ho vissuto questo tipo di format. Eravamo in una bolla. Potevamo uscire solo un’ora e mezza al giorno e senza lasciare la nostra location di ospitalità, l’isola di Margherita, pena squalifica”. Tampone, distanziamento e regole ferree di sicurezza. Tutto sembra essere andato bene. Lo stesso modello potrebbe essere applicato anche per i Giochi del 2021? Lei riflette: “Se questi Giochi si vogliono fare, il Comitato Olimpico Internazionale dovrebbe fornire il vaccino a tutti gli atleti. Credo sia l’unica strada percorribile. Naturalmente se il vaccino ci sarà e verrà garantito prima alle fasce più deboli della popolazione: prima le fasce a rischio: poi secondo me, se ci sarà, sarà indispensabile per riuscire a fare le Olimpiadi”. E prosegue: “Tuttavia, mi sembra impossibile portare a una grandezza da Olimpiade, un controllo simile”.

Thomas Bach ha rinnovato proprio nella giornata di ieri, durante la riunione dell’Esecutivo del Comitato Olimpico Internazionale, il suo ottimismo circa lo svolgimento dei Giochi. Ma regna ancora l’incertezza tra gli atleti che vorrebbero partecipare alla competizione a Cinque Cerchi. Anche la Pellegrini vive questo stato  d’animo: “Non so cosa aspettarmisottolinea ancora a La Repubblicada una parte vorrebbe vincere l’ottimismo, per cercare motivazione negli allenamenti quotidiani. Senza ostacoli particolari, come prima. Dall’altra – conmclude – esiste un terribile  deja – vù”.

(Il Faro online)(foto@deepbluemedia.it)