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Giornata Mondiale dei Poveri, dal Papa tamponi gratis per i senzatetto di Roma

Regalate oltre 300mila mascherine agli studenti che vivono nella periferia della Capitale. Domenica la messa del Papa con i poveri di Roma nella basilica di San Pietro

Città del Vaticano – Tamponi gratis per i poveri: è uno dei “segni concreti” della Giornata Mondiale dei Poveri, giunta alla quarta edizione, che si celebrerà domenica 15 novembre, e dal tema “Tendi la mano al povero” (Sir 7,32). Ad annunciarlo è monsignor Rino Fisichella, Presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova evangelizzazione.

“Nell’ambulatorio sotto il colonnato di San Pietro, ad opera dell’Elemosineria Apostolica, per i poveri che devono avere accesso ai dormitori o per coloro che vogliono ritornare nella loro patria, è possibile poter effettuare il tampone – ha spiegato – L’ambulatorio è aperto dalle ore 8 alle ore 14 e, in due settimane, ha effettuato 50 tamponi al giorno, oltre al vaccino antiinfluenzale”.

Come si può immaginare, i tradizionali segni che negli anni scorsi sono stati realizzati in occasione di questa giornata, come il Presidio Medico in piazza San Pietro e il pranzo con 1500 poveri insieme al Pontefice nell’Aula Paolo VI sono stati sospesi per adeguarsi alle normative vigenti.

Sarà comunque celebrata dal Santo Padre, sempre domenica 15 novembre, alle ore 10, la Santa Messa all’Altare della Cattedra, nella basilica di San Pietro. Al rito prenderanno parte cento poveri in rappresentanza di tutti gli emarginati del mondo.

La pandemia, comunque, sottolinea il presule, non ha impedito che venissero realizzati altri segni concreti per questa Giornata”. Infatti, oltre ai tamponi, “con il grande supporto di Roma Cares e la generosità di Elite supermercati, stiamo provvedendo in questi giorni a inviare 5000 pacchi viveri di prima necessità alle famiglie di circa sessanta parrocchie romane che, specialmente in questo periodo, si trovano in difficoltà. Ogni scatola contiene alimenti di vario genere (pasta, riso, passata di pomodoro, olio, sale fino e grosso, farina, caffè, zucchero, marmellata, tonno, biscotti e cioccolata) con marchi di particolare prestigio, insieme ad alcune mascherine e a un biglietto con una preghiera di Papa Francesco”.

“Sento il dovere di un particolare ringraziamento al Ceo della Roma Guido Fienga (qui con noi) per Roma Cares e alla famiglia Fedeli proprietaria di Elite supermercati (abbiamo qui il fondatore Franco Fedeli e il Direttore Operativo Marco Conti). A tal proposito, inoltre, mi piace sottolineare che il confezionamento e la distribuzione di questi pacchi sono stati possibili grazie all’opera di un gruppo di venti giovani attualmente in attesa di occupazione”, aggiunge Fisichella.

Non solo: “Il pastificio ‘La Molisana’ anche quest’anno ha voluto essere presente alle nostre iniziative con 2,5 tonnellate della rinomata pasta, che saranno destinate a diverse Case famiglia e Associazioni caritative. È importante aggiungere la Société des Centres Commerciaux Italia s.r.l. e la Fondazione Robert Halley, che hanno voluto sostenere le iniziative del Santo Padre con la loro generosità a favore dei tanti poveri presenti in città e assistiti dalle tante realtà ecclesiali”.

“Con il sostegno di UnipolSai Assicurazioni abbiamo provveduto a inviare un primo blocco di 350.000 mascherine, per almeno 15.000 studenti dei diversi gradi di scuola, soprattutto nella grande periferia della città, per essere anche in questo caso di sostegno alle famiglie e alleggerirle almeno della spesa delle mascherine. Vuole essere anche un invito ai giovani studenti perché non sottovalutino i rischi della pandemia soprattutto con comportamenti che potrebbero nuocere una volta rientrati in famiglia con la presenza di persone anziane”, prosegue il monsignore.

Fisichella ricorda poi il messaggio di Papa Bergoglio, reso pubblico lo scorso 13 giugno; parole, fa notare il presule, che esprimono bene la finalità di queste iniziative. Scrive il Papa: “‘In tutte le tue azioni, ricordati della tua fine’ (Sir 7,36)… Il testo si presta a una duplice interpretazione. La prima fa emergere che abbiamo bisogno di tenere sempre presente la fine della nostra esistenza. Ricordarsi il destino comune può essere di aiuto per condurre una vita all’insegna dell’attenzione a chi è più povero e non ha avuto le stesse nostre possibilità”.

“Esiste anche una seconda interpretazione… È il fine della nostra vita che richiede un progetto da realizzare e un cammino da compiere senza stancarsi. Ebbene, il fine di ogni nostra azione non può essere altro che l’amore… Questo amore è condivisione, dedizione e servizio, ma comincia dalla scoperta di essere noi per primi amati e risvegliati all’amore – prosegue il Papa -. Questo fine appare nel momento in cui il bambino si incontra con il sorriso della mamma e si sente amato per il fatto stesso di esistere. Anche un sorriso che condividiamo con il povero è sorgente di amore e permette di vivere nella gioia. La mano tesa, allora, possa sempre arricchirsi del sorriso di chi non fa pesare la propria presenza e l’aiuto che offre, ma gioisce solo di vivere lo stile dei discepoli di Cristo”. “È con questo spirito che ci apprestiamo a vivere questa IV Giornata Mondiale dei Poveri”, conclude mons. Fisichella.

(Il Faro online) Foto © Vatican Media – Clicca qui per leggere tutte le notizie di Papa & Vaticano
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