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Tra Sofia e Budapest, la strada italiana della gloria: Sinner e Pilato primi nel mondo

Il tennista ha vinto il suo primo Atp. La campionessa di nuoto firma il terzo record dell’anno

Jannik e Benedetta. Sono loro ad accendere i sogni degli sportivi nella metà di un mese di novembre, caratterizzato dal picco dei contagi da Covid-19, in Italia e nel mondo. Entrambi hanno svolto fatto le proprie gare, a porte chiuse. O quasi. Il pubblico, di cui è sentito l’applauso energico nell’Atp 250 ha accompagnato il tennista italiano a vincere il suo primo torneo in carriera (leggi qui). A soli 19 anni. Erano distanziate le persone nel palazzetto coperto. Decimate dalle entrate limitate. A un metro gli uni dagli altri, sugli spalti. Ma quel calore si è sentito e Sinner ha alzato la Coppa dell’Atp in una semi festa esplosa tra i coriandoli.

(foto@deepbluemedia)

Non ci sono stati i coriandoli invece a Budapest, come gli spettatori sugli spalti. Ma i record invece sì, insieme alla nuova scenografia tecnologica per l’International Swimming League di nuoto. La Pilato ne ha registrato un altro di primato mondiale. Una campionessa in crescendo, a soli 15 anni. Nella rana è una delle migliori al mondo. Porta bene evidentemente l’Europa dell’est all’Italia, allora. E lo sport anche lì è in sordina. Ma va avanti e gli atleti azzurri si prendono le loro soddisfazioni. Con il tempo di 28”86 fa anche il record italiano (leggi qui). Sempre più veloce evidentemente. Il miglior tempo nella categoria juniores la proietta in alto, ancora di più. E’ un fenomeno del nuoto italiano Benedetta e in questo travagliato 2020 comunque la campionessa tricolore ha firmato il suo ennesimo record personale. Illuminando lo sport con la sua energia.

E anche Jannik ne ha da vendere. Rafael Nadal lo ha definito un grande talento (leggi qui) e probabilmente oggi pomeriggio è stato il primo a congratularsi con lui. Il tennis italiano lo celebra e lo coccola e quello mondiale gli regala il posto numero 40 nel circuito globale. Carattere, freddezza e talento. Siluri in campo, palle imprendibili e di fronte ad avversari di tutto rispetto.

Si consola allora il movimento italiano ai tempi di una grave crisi economica e sanitaria contro cui lottare. La speranza è nel talento di due grandi campioni giovanissimi, facenti parte della schiera di altri atleti quasi ventenni, che tracciano la strada verso il futuro. Non muore lo sport, grazie alle loro prestazioni eccezionali e guarda con speranza al futuro. Nel 2021, in un mondo senza Covid, ci saranno le Olimpiadi. E Jannik insieme a Benedetta hanno già intrapreso la strada verso la gloria.

(Il Faro online)