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Nodo riforma dello sport, Spadafora: “Manca l’accordo sulla governance, entro il 30 novembre la soluzione”

E’ intervenuto a Porta a Porta il Ministro dello Sport. La lettera al Cio e le preoccupazioni del Coni. La disputa tra sport e Governo va avanti

Roma – “Mi auguro che la riforma dello sport vada in porto. C’è accordo su almeno il 90 per cento del testo e questo credo che nessuna forza politica possa smentirlo. Abbiamo lavorato molto bene con le forze di maggioranza per mesi, con i rappresentanti parlamentari dei 5 Stelle, del Partito democratico, Italia Viva e Leu e tutti loro hanno dato un contributo fondamentale. Il 10 per cento che manca è sulla governance, speriamo di trovarla entro il 30 novembre“. Vincenzo Spadafora è intervenuto ieri sera a Porta a Porta, spiegando il punto di discussione in cui la legge delega si trova: “C’è l’esigenza di una riforma per cambiare un sistema sportivo che probabilmente non è più moderno rispetto alle esigenze che sono cambiate in questi anni“. Ha proseguito il Ministro dello Sport.

Aveva espresso il suo disappunto e di tutto il mondo Coni, il presidente Giovanni Malagò, a margine della Giunta di ieri mattina: “Non nascondiamo una certa preoccupazione”. Aveva detto ai rappresentanti della stampa. Già dal 24 giugno del 2019, giorno in cui il Cio affidò l’organizzazione delle Olimpiadi Invernali del 2026 all’Italia, Conte parlò con Thomas Bach, assicurandolo sui contenuti e sul veloce iter della legge delega.

Malagò lo ha sottolineato, facendo riferimento ai ritardi di approvazione. Ma un’approvazione che necessiterà di alcuni cambiamenti che il Coni, insieme alle Federazioni Sportive, non vorrebbero. Come Spadafora ha anche detto ieri sera nella trasmissione di Bruno Vespa, l’argomento delicato è proprio la “governance” i mandati dei presidenti. Alcuni sono stati rieletti negli scorsi mesi e Malagò dovrà affrontare un’altra elezione. La legge indica che ogni presidente di federazione non può aggiungere altri mandati, oltre ai due già ottenuti. E che il Presidente del Coni non può avere altri incarichi nella pubblica amministrazione, nel periodo di presidenza. Come indicava la Gazzetta dello Sport, l’altro incarico che potrebbe destare preoccupazione è quello della presidenza della Fondazione Milano Cortina 2026 (nuovo comma sull’incompatibilità). Due incarichi che sembrerebbero non poter essere assunti da Malagò. Ma è ancora da chiarire.

Spadafora ha chiarito che ha inviato una lettera al Cio spiegando come la riforma non intacchi in nessun modo l’autonomia del Coni, a cui spetterebbe il prosieguo della preparazione olimpica degli atleti di interessa nazionale. Come accade in Francia o in Germania, sarebbe lo Stato comunque a curare lo sviluppo dello sport di base e delle politiche di questo mondo. Intanto che la scadenza del 30 novembre si avvicina, data in cui la legge dovrebbe subìre una prima approvazione alle Camere, il Governo prosegue l’intervento sul mondo sportivo. Spadafora ritorna sul momento attuale della crisi sanitaria e sui provvedimenti presi: “In molti mi avete segnalato l’impossibilità, per chi non ha un contratto di affitto registrato all’agenzia delle entrate, di poter accedere ai contributi a fondo perduto. Da oggi e fino al 24 novembre 2020 – prosegue il Ministro sulla sua pagina Facebookchi voglia richiederlo per la prima volta, può farlo collegandosi a questo link www.sport.governo.it/contributoforfettario

(Il Faro online)