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Ostia: le spiagge libere avranno nuovi nomi. Ecco a cosa servono le targhe di Roma Capitale

Ieva: "Sono state collocate all'ingresso delle spiagge libere passerelle di cemento colorate; le spiagge prenderanno ora i nomi dei colori delle stesse passerelle, nomi contrassegnati dalle colonnine"

Ostia – Comparse da poche settimane sul litorale ostiense, alte un metro e mezzo circa e con il logo di Roma Capitale: sono le colonnine che definiscono i nuovi nomi delle spiagge libere che hanno fatto incuriosire non poco i cittadini, che hanno commentato e domandato sul web da dove provengano e soprattutto, perché le spiagge libere siano state “ribattezzate”.

L’assessore all’Ambiente, Territorio e Sicurezza del X Municipio, Alessandro Ieva, spiega l’origine di queste colonnine e perché siano stati assegnati proprio questi specifici nomi. Saranno in totale quindici, verranno disseminate su tutto il lungomare, mentre alcune sono  già visibili a Ostia Ponente in direzione del porto. Alcune dovranno essere collocate prossimamente: quella dell’Idroscalo, dell’ex locale Med, accanto al Canale Dei Pescatori, la Spiaggetta e l’Amanusa.

“Le colonne con i nomi delle spiagge s’inseriscono in una serie d’interventi più ampi dedicati all’accessibilità delle spiagge. Sono state collocate all’ingresso delle spiagge libere passerelle di cemento, inamovibili. Negli anni passati, rampe e passerelle d’accesso in legno subivano atti vandalici, spesso sono state bruciate. Con le nuove in cemento abbiamo realizzato gli obiettivi relativi all’accessibilità: i nomi delle spiagge prenderanno ora i nomi dei colori delle stesse passerelle. Siccome il problema era appunto quello di renderle raggiungibili da tutti, il progetto è stato approvato dalla maggioranza senza particolari problemi”.

Ad Ostia ponente, anche se parzialmente ricoperto di sabbia, è visibile il susseguirsi di passerelle di diversi colori, la passerella rosa ha dato nome alla “Spiaggia Rosa“, quella gialla alla “Spiaggia Limone” e così a perdita d’occhio. Come aggiunge poi l’assessore Ieva, l’idea di ridefinire le spiagge attraverso nuove denominazioni, fa parte del progetto “Un mare di colori“, iniziato nell’estate 2019.

L’intento è rinnovarle (liberarle?) dalla fusione identitaria con i chioschi che animavano il litorale fino a qualche anno fa e che costituiscono ancora oggi la memoria dei cittadini ostiensi e delle storiche estati romane: il Faber Beach si chiama ora “Spiaggia Verde” e l’ex Arca, che è stata ripulita e risollevata dalla situazione di degrado in cui riversava, è diventata “Spiagga S.P.Q.R.” 

L’elenco delle spiagge

Le colonnine sono dunque rappresentative sia di una ridefinizione identitaria delle spiagge, sia dell’accessibilità. Complessivamente, saranno:

  1. Spiaggia libera Sabbia
  2. Spiaggia libera Limone
  3. Spiaggia libera Rosa
  4. Spiaggia libera Senape
  5. Spiaggia libera Ocra
  6. Spiaggia libera Cotto
  7. Spiaggia libera Rossa (ex Happy Surf)
  8. Spiaggia Grigio (Ex Bau Beach)
  9. Spiaggia libera S.P.Q.R.(ex L’Arca)
  10. Spiaggia libera Grigia (ex Spiaggetta)
  11. Spiaggia libera Bianca (ex Amanusa)
  12. Spiaggia libera Verde (ex Faber Beach)
  13. Spiaggia libera Gialla (altezza ex Ufficio Tecnico)
  14. Spiaggia libera Idroscalo
  15. Spiaggia libera Blu (ex Mednet)

L’investimento

L’investimento a monte per i lavori per l’accessibilità è stato di circa 6/7mila euro, che sono stati utilizzati per i lavori, i materiali, le pose, le ringhiere: lavori che devono essere ancora completati e che saranno visibili nei prossimi mesi in quasi tutte le spiagge libere del lungomare.

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