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Roma, sul Tevere arrivano le gru della Guardia Costiera: rimosso un altro relitto fotogallery

L'operazione della Capitaneria di Porto nel cuore della Capitale con l'ausilio degli operai di una ditta specializzata incaricata dalla Regione Lazio

Roma – Gru e martelli pneumatici hanno svegliato i residenti del lungotevere in Sassia, dove proseguono le attività di rimozione dei relitti affondati nel fiume Tevere. Un’operazione lunga e delicata, quella messa in atto dagli uomini e dalle donne della Guardia Costiera di Roma-Fiumicino, da sempre impegnati nella tutela dell’ambiente marino e fluviale.

guardia costiera bonifica tevere rimozione relitti

La pulizia e la rimozione dei relitti dallo storico fiume, che bagna la Capitale e sfocia tra Ostia e Fiumicino, è oramai avviata da anni e non conosce soste. Solo pochi giorni fa si è dato avvio alla rimozione di altri cinque relitti nel Comune di Fiumicino, individuati dalla Capitaneria di Porto come prioritari ai fini della salvaguardia ambientale e della tutela della navigazione (leggi qui) grazie una stretta collaborazione interistituzionale tra la Regione Lazio, il Comune di Fiumicino e la Procura di Civitavecchia.

E dopo essere intervenuti a ridosso della foce, i lavori si sono ora spostati nel tratto urbano del Tevere, proprio sotto ponte Vittorio Emanuele II, a due passi da San Pietro e da Castel Sant’Angelo, dove si stanno completando le fasi di rimozione di un relitto di 10 metri.

L’operazione complessa di rimozione di questo relitto, composto da materiale cementizio e reti metalliche, si compone di due fasi, una iniziata nell’ottobre 2019 (leggi qui) che ha portato, mediante frammentazione, alla rimozione dell’opera morta (ovvero la parte emersa) dell’unità e la seconda, in atto ora e conclusiva, che comporta  l’intera rimozione dello scafo semisommerso tramite un pontone dotato di un braccio idraulico, e di sommozzatori professionisti che stanno provvedendo ad assicurare il relitto che sarà imbragato e salpato in cassoni scarrabili per poi essere avviato direttamente allo smaltimento.

L’attività – si legge in una nota diffusa dal Comando della Guardia Costiera – è stata disciplinata mediante ordinanza di questa Autorità Marittima e seguita in loco da personale dipendente della Capitaneria di porto di Roma, per la messa in sicurezza dell’area, interessata da basamenti risalenti con ogni probabilità ad epoca romana, e la vigilanza e supporto alle delicate operazioni in corso, nel rispetto delle disposizioni vigenti . L’area in questione verrà successivamente sottoposta a puntuale verifica per la completa asportazione di ogni eventuale residuo rimasto.

Le operazioni di recupero e smaltimento sono svolte da ditte specializzate incaricate dalla Regione Lazio, secondo un piano preventivamente autorizzato dalla stessa Capitaneria di porto, al fine di garantire il mantenimento dei massimi standard di sicurezza, salvaguardia ambientale e tutela della navigazione.

L’attività nasce per contrastare l’annosa problematica legata alla presenza di relitti semiaffondati lungo il corso del Tevere (nella maggior parte dei casi di proprietà ignota) che, oltre a contribuire al degrado e alla scarsa fruibilità della zona, possono essere concausa, nell’ipotesi di piene del fiume, di rischi idraulici conseguenti alle difficoltà del corretto deflusso delle acque, oltre che di ostacolo al transito in sicurezza delle unità nautiche.

La Capitaneria di porto di Roma Fiumicino, sotto il coordinamento della Direzione Marittima di Civitavecchia, già dal settembre 2017 si è fatta promotrice di un Tavolo di lavoro con le Amministrazioni competenti – Regione Lazio, Autorità di bacino, Autorità di sistema portuale Mar Tirreno Centro Settentrionale, Comuni di Roma Capitale e Fiumicino – che ha portato alla sottoscrizione di un Accordo di collaborazione al fine di coordinare le azioni necessarie per rimuovere i relitti e, conseguentemente, ripristinare i più consoni standard di salvaguardia, di decoro ambientale e di possibilità di fruizione, nel tratto fluviale, da parte della collettività.

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