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Formia, terremoto in Comune: si dimette il sindaco Paola Villa

Il primo cittadino chiarisce le sue ragioni attraverso un video messaggio su Facebook: "Ho commesso alcuni errori. Costa è stato uno di quelli"

Formia – Si è dimessa. La sindaca di Formia, Paola Villa, ha presentato le sue dimissioni per mezzo di una lettera protocollata, ma anche tramite un videomessaggio pubblicato sul profilo facebook del Comune di Formia.

Con la voce ferma, ma senza riuscire a nascondere la rabbia, per una decisione presa “non per motivi politici, neanche a causa del programma di mandato” il primo cittadino ha chiarito le ragioni.

Ho commesso alcuni errori. Maurizio Costa è stato uno di quelli. A lui e alla regia dietro di lui credo fosse chiara la situazione di emergenza economica e sanitaria che mi inducevano a proseguire, non avrebbero dovuto ostacolarmi. Volevo mettere in sicurezza la città prima di qualsiasi decisione. L’attacco ricevuto proprio in questo momento è da sconsiderati, da persone poco serie.

Perché serie le difficoltà create alla mia coalizione da un gruppo che nasce come forza di maggioranza ‘Ripartiamo da Voi’. Ma più che di gruppo, devo parlare del leader del gruppo Costa, assente, e a volte anche capace di prendere decisioni per il gruppo senza consultarsi con gli altri componenti, nei confronti dei quali non ho nulla da dire”.

Amareggiata, ma soprattutto per “la grave situazione sanitaria che stiamo attraversando”, la Villa sottolinea: “Nonostante si tratti di un operatore sanitario non ha dimostrato nè interesse, nè partecipazione per i problemi legati alla pandemia, non ha dato sostegno. Ha semplicemente ostacolato le attività non partecipando. Si tratta di un’azione a discapito della città, non del sindaco Villa. Oggi e anche domani a Costa e a quanti lo fiancheggiano resterà questo. Il danno provocato alla nostra Formia”.

Il Sindaco ribadisce in più occasioni che dietro il leader di Ripartiamo da Voi ci sarebbe una regia. Ancora non risulta chiaro a chi il primo cittadino alluda. Nei prossimi giorni potrebbero esserci novità su queste dimissioni che al momento lasciano solo una serie di interrogativi.

Di fatto ha 20 giorni per decidere di ritirare le dimissioni. Bisognerà vedere cosa succederà nelle prossime ore. A breve la Villa incontrerà tutte le forze politiche eccetto “Ripartiamo da Voi”, per vedere se “esiste la volontà di evitare il commissariamento e cercare di portare avanti l’impegno politico in maniera seria e corretta durante questo periodo di emergenza economica e sanitaria”.

Il discorso alla cittadinanza del sindaco Villa

Buon pomeriggio a tutti.
Oggi mi scuserete se leggerò ciò che ho da dire, non è mia abitudine farlo, ma vorrei essere chiara e sintetica su quanto dirò.

Senza fare troppi giri di parole dichiaro finito questo progetto politico. Prendendomi tutta la responsabilità di averlo proposto alla città coalizzandomi con un alleato, Maurizio Costa e con il gruppo Ripartiamo con Voi. Il secondo errore di cui chiedo scusa è stato quello di pensare che a Maurizio Costa e a tutti gli altri che stanno dietro e hanno la regia di questa operazione becera, a cui stiamo assistendo, fosse ben chiara la grave situazione sanitaria ed economica che stiamo attraversando e che quindi le distanze tra me e Maurizio Costa decretassero la fine di questa maggioranza solo dopo la messa in sicurezza di questa città. Sto dicendo che scatenare questa crisi e questo attacco ora è da sconsiderati e da irresponsabile, è da persone poco serie. Purtroppo però ho sbagliato io nella mia valutazione.

Ormai sono mesi, tanti mesi che in seno a questa amministrazione abbiamo incontrato serie difficoltà si potrebbe pensare con il gruppo Ripartiamo con Voi e invece No!

Serie difficoltà con il suo leader Maurizio Costa. Perché dietro ogni ostacolo, dietro ogni defezione in giunta o in Consiglio Comunale, c’è sempre e solo stata la scelta di Maurizio Costa, molte volte neanche discussa con i suoi consiglieri e tante volte ingoiata e mal digerita dai suoi stessi consiglieri. Pertanto oggi non mi sento di condannarli. Eppure con altri alleati ci sono stati momenti di confronto e di scontro del tutto legittimi, qui invece ho registrato solo la strategia dell’assenza.

Oggi con chiarezza affermo quindi che questa crisi non ha nulla di politico, non ha nulla a che vedere con il programma di mandato. In questi mesi i temi da me toccati sono stati tanti molti mal graditi e mal digeriti dall’ex alleato Maurizio Costa. Inoltre il periodo che stiamo vivendo, il pericolo del Covid, non ha aiutato.

Infatti le tante richieste di chiarimenti che la sottoscritta ha fatto in merito alla Sanità pubblica e alla Sanità privata non sono passate inosservate. Anche la diatriba, con il Direttore Generale dell’ASL proprio durante la prima fase pandemica prima e durante la seconda ora, quando chiedevo chiarimenti sui posti covid e non covid della nostra provincia, quando cercavo di approfondire i soldi investiti sulla sanità pubblica e privata per affrontare l’emergenza, tutte queste domande non hanno fatto piacere e continuano a non farlo.

Assurdo trovarsi a vivere un periodo di emergenza sanitaria, uno dei tuoi alleati è un operatore sanitario, eppure mai un cenno, mai una parola, mai un aiuto concreto, mai una proposta.

Certo sentire da un gruppo politico, il gruppo Ripartiamo con Voi, che fino a 2 mesi fa esprimeva l’assessore alle opere pubbliche e manutenzione, l’assessore alla scuola e alle politiche giovanili, 3 consiglieri comunale di cui due presidenti di Commissione ed un membro consigliare della Comunità Montana, che la città è ferma, immobile, fa pensare e non poco.

Soprattutto fa chiedere, ma voi dove eravate? E cosa avete fatto fino a 2 mesi fa? In questi due anni e mezzo è stato un rallentamento continuo, tante volte si è preferito ostacolare l’azione amministrativa come se, l’azione becera che si sta concretizzando oggi, fosse ordita già da tempo. Un’azione a discapito della città che non vede alcuna giustificazione e non la vedrà neanche in futuro, né per Maurizio Costa né per quanti lo affiancheranno oggi e domani.

Mentre quindi si ostacolava l’azione amministrativa, e nonostante la continua frizione si portava avanti il lavoro per la città: bonificando da centinaia di tonnellate di rifiuti siti di pregio come il Caposele e il Parco de Curtis; si mettevano in sicurezza alcune linee idriche, tutta l’area di San Giulio, San Pietro, la zona di Santa Maria la Noce e l’area di Santa Antonio; si iniziava la messa in sicurezza degli scivoli per lo scalo traghetti a Molo Vespucci e contemporaneamente si ampliava il numero dei posti auto liberi al Vespucci arrivando ad oltre 400 posti gratuiti; si asfaltavano strade, anche strade mai considerate prima, si illuminava il Parco De Curtis, si rifaceva la scala di Maranola, si piantumavano alberi oltre 400 in due anni. Si trovavano i soldi per progetti e mettere in sicurezza Bocca di Rivo, Rialto e Rio Fresco, si affrontava il grave e annoso problema della sicurezza dei viadotti sulla Flacca; si mettevano apposto i conti, affrontando un fondo crediti di dubbia esigibilità di 12 milioni di euro e diversi debiti fuori bilancio arrivando alla cifra di quasi 20 milioni di euro.

Perché quando si eredita una casa rotta, non si parte dal comprare le tende nuove, si parte dalle fondamenta e mettere apposto i conti significava iniziare dalle fondamenta. Significava fare le persone serie.

Nonostante tutto questo, almeno il minimo sindacale di un semplice atto senza sforzo di responsabilità, di rimandare questa crisi al dopo emergenza, lo si poteva pretendere, ma non c’è stata. D’altronde oggi io non potevo aspettarmi un atto di responsabilità e serietà a non lasciare la città senza governo in piena emergenza sanitaria e in queste condizioni da chi a 12 giorni dall’inizio della scuola ritira e fa dimettere il proprio assessore alla scuola.

D’altronde io non potevo aspettarmi un atto di responsabilità e serietà da chi pur facendo dimettere il proprio assessore alle Opere Pubbliche non comprende la gravità di lasciare nel limbo l’abbattimento e la ricostruzione della Scuola Pollione e De Amicis, rischiando di mandare al macero 11 milioni di euro di soldi pubblici da investire in questi due istituti.In tutti questi giorni e in queste settimane ho preferito il silenzio.

Ho preferito portare avanti con sforzo due obbiettivi il primo riuscire a pubblicare la gara per il progetto esecutivo – definitivo con l’affidamento della direzione dei lavori per le nostre due scuole. Pubblicazione che arriverà entro oggi alla nostra Centrale Unica di Committenza, anche se sarà fondamentale seguire tutto l’iter fino al suo compimento assicurando modalità e tempistiche giuste. Il secondo obbiettivo è quello approdato in giunta proprio oggi la delibera sul destino degli impianti di acquacultura, oggi con la delibera n. 346 il comune di Formia porta a spirare, ossia non rinnova le concessioni degli allevamenti di acquacoltura del nostro Golfo. Una delibera storica che sancisce punto per punto la legge regionale e soprattutto recepisce e fa propria finalmente la delibera n. 116 del febbraio 210 dell’Istituzione dell’area sensibile del Golfo di Gaeta.

Era fondamentale deliberare su questo argomento, e soprattutto con questo atto si compulsa sul sindaco Mitrano del Comune di Gaeta. Perché questi impianti vadano fuori dall’intero Golfo. Forse anche questo tema degli impianti è alla base di questi pochi chiari giochi politici di questi giorni. Perché tutti sanno come il mio ex – alleato Maurizio Costa sia legato al Sindaco di Gaeta e come l’idea di dire un chiaro NO all’acquacoltura non sia tema facile.

Bhè Formia lo ha fatto. Formia ha deciso, Formia ha messo nero su bianco, ha messo davanti a tutto la qualità delle nostre acque, del mare, le attività di balneazione e di turismo sportivo. Formia ha segnato la strada, che Gaeta gli venga dietro senza alcuna esitazione.

Oggi è il momento di agire e non più tentennare. Oggi è il momento della verità. Avrei preferito portare in Consiglio Comunale questa delibera, per condividerla con tutte le forze politiche che vi hanno lavorato, ma visti i franchi tiratori che sono organizzati per oggi, ho preferito arrivare a meta con un atto di Giunta, chiaro e concreto. Un chiaro atto politico.

Detto questo ciò che conta oggi è che questa maggioranza non c’è più e non è mia intenzione trascinarla oltre. Sono serena e convinta nel dirlo. Prendo atto che responsabilità e serietà siano merce rara. Soprattutto inpolitica. Pertanto oggi, io rassegno le mie dimissioni come Sindaco di Formia.

Da domani sarà mio preciso dovere in serietà e trasparenza esplorare attraverso tutti i gruppi politici presenti in Consiglio Comunale se si fa strada la possibilità di creare un governo non che permetta alla nostra città di essere gestita in piena pandemia da un Commissario Prefettizio e soprattutto che traghetti attraverso azioni necessarie l’intera comunità nel superamento dell’emergenza sanitaria ed economica e possibilmente gettare le basi per un futuro di cui questa città ha urgente bisogno.

Le consultazioni avverranno con tutti tranne con chi oggi si è dimostrato politicamente irresponsabile e poco serio, tranne con Maurizio Costa.
Questo lo devo alla Città
Questo lo devo a Formia

Grazie a quanti hanno accompagnato con lealtà, chiarezza di intenti fino ad oggi e come me si sono sottratti ai giochetti della politica, quelli che non avvengono mai alla luce del sole, quella che ha distrutto la nostra città per anni e continua a farlo e di cui io Paola Villa non voglio farne parte, e attendo di vedere quanti con me.
Un saluto a tutti e ringrazio tutti per aver dato la possibilità e l’onore di essere Sindaco di questa meravigliosa città.

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