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Docenti e personale scolastico, Anief: “Richiesto pensionamento anticipato”

"Il concetto che deve passare è che i lavoratori della scuola vanno considerati tra le professionalità 'fragili'"

Scuola – “Il personale scolastico va collocato in pensione in anticipo“. Torna a chiederlo il sindacato Anief, presentando alla V Commissione della Camera degli emendamenti al Disegno di Legge di Bilancio 2021 dopo il via libera del Governo sul testo. Considerando l’alto stress che comporta l’operare nelle mura scolastiche, le malattie conseguenti e rischio biologico molto superiore ad altre categorie, chiede di procedere da subito al lavoro agile da equiparare al ricovero nei nosocomi, la possibilità di lasciare il lavoro in anticipo, agganciando tutte le professionalità della scuola all’Ape Social, senza decurtazioni all’assegna di quiescenza, esattamente così come si applica ai dipendenti statali in divisa.

“Il concetto che deve passare – spiega il sindacato – è che i lavoratori della scuola vanno considerati tra le professionalità ‘fragili’.

“Non si può più attendere – dichiara Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief – il personale scolastico è esposto a problemi di salute e sicurezza troppo alti, è indispensabile che venga collocato tra le categorie che svolgono lavori gravosi. I parlamentari devono affrontare questo problema: li esortiamo a dare seguito alle nostre proposte di modifica che intendono tutelare tantissimi lavoratori che non possono attendere quasi 70 anni di età per lasciare un lavoro particolarmente stressante”.

“Introdurre disposizione urgenti  – conclude Pacifico – in chiave di accesso al pensionamento affinché il personale della scuola non sia ancora una volta penalizzato”.

Le richieste di modifica

L’organizzazione sindacale autonoma ritiene, innanzitutto, che sia indispensabile, alla luce del perdurare dell’emergenza epidemiologica, operare una “proroga dell’Ape sociale” comprendendo stavolta tutte le categorie scolastiche, oltre che la “tutela ai Lavoratoti fragili”.

“Quest’ultima collocazione lavorativa andrebbe adottata in tutti quei casi – scrive l’Anief nella motivazione dell’emendamento – in cui non sia possibile lo svolgimento della prestazione lavorativa in modalità agile, anche attraverso l’adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento, come definite dai contratti collettivi vigenti, o lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale anche da remoto, affinché il periodo di assenza dal lavoro sia equiparato al ricovero ospedaliero e non metta a rischio il contratto di lavoro”.

Le condizioni pre-Fornero

L’Anief interviene anche sulle modalità di accesso al pensionamento di un comparto, quello della docenza ed in generale dei dipendenti della scuola, che detiene il record dell’età media dei lavoratori che vi operano: “Riteniamo innanzitutto, che sia assurdo collocare in pensione un insegnante alle soglie dei 70 anni – spiega l’Anief – e si debba quindi tornare ai parametri sui contributi utili ‘ai fini del diritto all’accesso e alla decorrenza del trattamento pensionistico di vecchiaia o di anzianità’ indicati nelle ‘disposizioni normative previgenti all’approvazione dell’articolo 24, della legge 22 dicembre 2011, n. 214 e successive modificazioni’. Questa facoltà andrebbe adottata per tutto il ‘personale docente, educativo e Ata’, per il quale tali disposizioni, si applicano, a partire dal 2021”.

Il Gap generazionale

“Nella richiesta di pensionamento anticipato – prosegue l’Anief – per il personale scolastico, si pone l’accento anche sul fatto che il diffuso e gravoso stress psicofisico, unito all’attuale pesante gap generazionale tra personale scolastico e discenti necessita di un’apposita finestra che permetta l’accesso e la decorrenza del trattamento pensionistico di vecchiaia o di anzianità secondo le regole previgenti la riforma cosiddetta ‘Fornero'”.

“Riteniamo – conclude il Sindacato – che proprio alla luce del ‘carattere gravoso’ del lavoro svolto in tutti gli ordini di scuola debba risultare indispensabile allargare l’attuale finestra di pensione anticipata prevista soltanto per il personale delle forze armate”.
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