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Annullata la confisca del patrimonio del carrozziere di Formia Vincenzo Zangrillo

La decisione della Suprema Corte ha rimandato gli atti indietro ad altra Sezione della Corte di Appello per una nuova pronuncia

Formia – La Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la confisca di beni a Vincenzo Zangrillo. Quest’ultimo carabiniere prima, carrozziere poi, era stato accusato dalla Direzione distrettuale antimafia di aver accumulato un impero economico grazie ad attività criminale che lo avrebbe portato ad avere rapporti stretti con il clan dei Casalesi.

La Corte d’Appello di Roma aveva confermato la confisca del patrimonio del carrozziere, un impero di oltre 22 milioni di euro, condividendo il provvedimento pronunciato dal Tribunale di Latina.

Ma a sovvertire la decisione della Corte d’Appello, qualche giorno fa, è arrivata la decisione della Corte di Cassazione che ha annullato la confisca del patrimonio di Vincenzo Zangrillo, disposta da precedenti provvedimenti adottati dal Tribunale di Latina e dalla Corte di Appello di Roma.

Con il suo pronunciamento la Suprema Corte ha rimandato gli atti indietro ad altra Sezione della Corte di Appello per una nuova pronuncia, accogliendo di fatto il ricorso proposto dalla difesa di Vincenzo Zangrillo e dei suoi familiari, rappresentata dagli avvocati Giuseppe Stellato e Pasquale Cardillo Cupo, annullando con rinvio la confisca disposta nelle precedenti decisioni adottate dal Tribunale di Latina e dalla Corte di Appello di Roma, rimandando gli atti indietro ad altra Sezione della Corte di Appello per nuova pronuncia.

La procedura a carico di Zangrillo e dei suoi familiari è priva di ogni minimo elemento di fatto e di diritto per giustificare una confisca ; a carico dello stesso c’è un abuso edilizio di venti anni fa – ha dichiarato l’avvocato Cardillo Cupo – e fondare su questo e mere illazioni un giudizio di pericolosità significa distorcere il senso delle misure di prevenzione.”

Soddisfazione, infine, è stata espressa dall’avvocato Giuseppe Stellato, che ora attende il deposito delle motivazioni della Suprema Corte sull’accoglimento dei ricorsi della difesa per poter sollecitare la nuova udienza in Corte di Appello nella convinzione di vedere presto restituiti alla famiglia Zangrillo i beni ottenuti con una vita di lavoro e di sacrifici.

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