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Dpcm. Divieto di spostamento tra città a Natale, i ristoratori di Fiumicino: “Una follia”

"Non riusciamo a capire il senso. O si chiude tutto o, se si apre, che non ci siano restrizioni se non quelle attualmente in vigore"

Fiumicino – “Il divieto di spostamento tra Comuni il 25 e 26 dicembre, provvedimento al vaglio del Governo (leggi qui), è una totale follia. Chiediamo che questa normativa venga immediatamente depennata dal nuovo Dpcm”. È la posizione dell’associazione Lungomare della Salute di Fiumicino che racchiude gran parte dei ristoranti del Comune.

“Si tratterebbe di una ingiusta penalizzazione nei confronti di territori come Fiumicino che lavorano quasi totalmente con la clientela romana e l’ennesimo tentativo di criminalizzare un asset che versa ogni anno centinaia di migliaia di euro alle casse dello Stato in tasse e contributi – spiegano dall’associazione -. Non riusciamo a capire il senso. O si chiude tutto o, se si apre, che non ci siano restrizioni se non quelle attualmente in vigore. Perché penalizzare attività che già risentono in maniera enorme dell’attuale crisi? Perché far passare prima l’apertura come una gentile concessione e poi limitare gli spostamenti?”, si domandano.

“Abbiamo perso tra il 75 e l’80 per cento del fatturato, ci hanno chiesto di adeguarci, acquistare plexiglass, distanziatori, igienizzare più volte al giorno i nostri esercizi commerciali. L’abbiamo fatto consapevoli della necessità di tutelare la salute dei nostri clienti. Abbiamo accettato di chiudere la sera, di ricevere le ‘mancette’ di 600 euro o del decreto ristori pur continuando a pagare bollette di luce e gas che non sono di certo diminuite. Ora questo che ci sembra un assurdo accanimento. Ce lo dicano chiaramente che diamo fastidio e ci organizzeremo diversamente”.