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Anzio, dipendenti Conad in protesta davanti al Centro Commerciale “Zodiaco” foto

In centinaia si sono radunati nel piazzale antistante il Centro Commerciale "Zodiaco" sfoggiando striscioni con scritto: "Il lavoro è altro, non è solo profitto"

Anzio – I dipendenti del Conad di Anzio sono scesi in piazza nella mattinata di oggi 5 dicembre per protestare contro il presunto mancato rispetto dei Protocolli e Dpcm previsti sui luoghi di lavoro nel supermercato del centro commerciale.

In centinaia si sono radunati nel piazzale antistante il Centro Commerciale Zodiaco già da questa mattina alle 9:00, sfoggiando striscioni indirizzati al Presidente del Conad/Gesap di Anzio e alla Direttrice di Conad con scritto: “Il lavoro è altro, non è solo profitto”.

La piazza si è colorata di azzurro con una dozzina di bandiere “Uiltucs” piantate davanti all’entrata del centro commerciale. Il Sit-in di protesta è andato avanti fino a sera e tra i presenti, oltre alle Forze dell’Ordine a garantire i rispetto delle norme previste dal Dpcm, c’erano anche dipendenti di altri supermercati per supportare la causa dei colleghi, iscritti Uiltucs.

Scioperiamo perché riteniamo opportuno salvaguardare la salute e sicurezza di noi lavoratori e lavoratrici – si legge in una nota stampa della Uiltucs Latina – oltre ai clienti consumatori che quotidianamente frequentano il supermercato Gespac/Conad, abbiamo deciso di informarvi attraverso il Sit-in di protesta perché da mesi chiediamo la giusta e corretta applicazione dei decreti e delle norme applicative sulle misure per il contrasto ed il contenimento della diffusione del virus Covid-19 all’interno del supermercato Gespac/Conad interno al centro commerciale Zodiaco”.

“Da giorni abbiamo richiesto l’intervento degli organi competenti – prosegue il Sindacato – per fare chiarezza sulla negligenza e superficialità dell’azienda sulla consegna dei dispositivi di protezione individuale oltre al rischio igiene in alcuni ambienti dell’unità produttiva, il nostro grido di oggi denuncia anche il mancato contingentamento all’interno del Supermercato Gespac/Conad in alcune fasce orarie della giornata, dove il flusso clienti interno al negozio a marchio Conad è superiore a quanto previsto dalla normativa”.

“La società invece di risolvere le problematiche ha accentuato specialmente in questo ultimo periodo metodi ed atteggiamenti comportamentali non conformi oltre che discutibili rispetto alla corretta applicazione del contratto nazionale di categoria.

Gli obiettivi aziendali per noi rimangono interesse comune – conclude la Uiltucs Latina -, i quali dovrebbero essere raggiunti con metodi e strumenti nel rispetto della dignità, salute e sicurezza dei lavoratori e delle lavoratrici specialmente in questo particolare momento difficile”.

La società che gestisce il centro commerciale ‘Lo Zodiaco’ risponde alle accuse

La società che gestisce il centro commerciale “Lo Zodiaco” ha risposto alle accuse ricevute in questi giorni circa la mancata osservanza delle “disposizioni per prevenire il contagio da Covid-19” all’interno del supermercato. Di seguito la nota della società Gespac Srl:

In tutte le strutture da noi gestite, incluso ovviamente il supermercato situato all’interno del centro commerciale ‘Lo Zodiaco’ di Anzio, le normative e le procedure per la prevenzione del contagio da Covid-19 sono osservate con il massimo scrupolo, fornendo ai dipendenti tutti i necessari dispositivi di sicurezza e avendo adeguatamente formato tutto il personale ivi operante, sia per la tutela della salute dei lavoratori, sia di quella dei clienti che accedono ai locali commerciali.

Sono notizie prive di qualsiasi fondamento e non veritiere. Esprimiamo le più ampie rassicurazioni alla clientela di fronte all’assoluta infondatezza delle accuse mosse. Ferma restando la condanna morale dei soggetti che, in questo particolare periodo, creano allarmismo mediante la diffusione di simili notizie, comunichiamo, altresì, di aver conferito incarico ai nostri legali affinché siano intraprese tutte le iniziative giudiziarie più opportune, non escluse quelle in sede penale, sia con azioni volte all’accertamento della reale situazione di fatto, sia per la tutela del nostro buon nome e l’ottenimento del giusto risarcimento dei gravi danni (morali, ma soprattutto patrimoniali) che stiamo patendo a causa della diffusione di informazioni palesemente diffamatorie“.

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