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Sul progetto del nuovo ospedale di Latina reazioni contrastanti

Ieri firma delibera per affidamento progetto di fattibilità del nosocomio. Forte e Zaccheo entusiasti, diversa la posizione di Simeone

Latina – La notizia della firma delibera per affidamento progetto di fattibilità del nuovo ospedale di Latina non mette d’accordo tutte le parti politiche. Sono diverse le reazioni alla notizia della realizzazione del progetto di un nuovo nosocomio nel capoluogo pontino.

Il consigliere regionale del Partito democratico Enrico Forte sottolinea: “I progetti illustrati dalla Asl di Latina per la sanità provinciale rappresentano un punto di partenza per disegnare servizi di prossimità più forti e moderni, rispondenti alle esigenze di un territorio estremamente variegato come quello pontino.

Una Sanità – prosegue Forte -, peraltro, strategica anche per tutto il basso Lazio. In particolare la realizzazione del nuovo ospedale nel capoluogo è il risultato di uno sforzo congiunto tra la Regione Lazio ed il Governo.

L’area destinata al nuovo presidio, come noto, è di proprietà regionale e qui, finalmente il Dea di secondo livello troverà spazi adeguati in termini tecnologici e di risorse umane. E’ proprio qui che pensiamo si possa realizzare un Policlinico Universitario che sia il tassello per un Hub Provinciale della Salute.

E’ il momento di mettere a sistema sanità, imprese, mondo accademico e anche il settore agricolo pensando ad un innovativo comparto del ‘Farma Food’”

Eguale soddisfazione è stata espressa anche da Vincenzo Zaccheo, ex deputato e due volte sindaco di Latina, che evidenzia: “L’annuncio dato oggi dal Direttore Generale della Asl di Latina, Giorgio Casati che sancisce di fatto con la delibera per l’incarico per il progetto di fattibilità l’avvio ufficiale del percorso che porterà alla realizzazione del nuovo Policlinico di Latina è una svolta fondamentale per la crescita dell’offerta sanitaria in provincia di Latina.

Esprimo dunque tutto il mio apprezzamento per un atto che di fatto completata il percorso che avviai durante la mia amministrazione, in quando consapevole delle carenze strutturali e sanitarie del ‘Santa Maria Goretti’, insieme al Direttore Generale della Asl Petti, siglai un protocollo d’intesa denominato ‘Latina Ospedale sicuro’, nell’ambito del quale emerse con chiarezza la necessità – condivisa dal manager sanitario- di costruire un nuovo nosocomio.

Individuammo, quindi, l’area di proprietà della Regione Lazio ex Arsial a Borgo Piave, che avrebbe offerto una copertura sanitaria non soltanto alla città di Latina, ma anche alla provincia pontina. Penso all’area nord, sprovvista di strutture sanitarie all’altezza (Aprilia, Cisterna) e a tutto il comprensorio dei Lepini, orfani di strutture come quelle di Sezze e Priverno che pure negli anni avevano costituito un punto di riferimento per quelle comunità.

Fu una battaglia condivisa da tutto il Consiglio Comunale di allora. Ho sempre inteso tutelare, in ogni sede, il diritto alla salute dei miei concittadini ritenendolo sovraordinato a quello fondativo della nostra Repubblica, il diritto al lavoro. Come può lavorare, infatti, un individuo che non sia garantito nella sua salute?

Ho sempre sostenuto l’urgenza e l’importanza di realizzare non già un semplice nosocomio, quanto un grande Policlinico universitario che traesse linfa vitale dalla presenza della facoltà di Medicina e Chirurgia presente nella città di Latina. Offrire cioè a questi ragazzi che da ogni parte d’Italia vengono a Latina per formarsi, la possibilità di godere di una moderna struttura che integri didattica e la fondamentale attività di tirocinio in corsia.

Non posso dunque che essere lieto di questo ulteriore passo in avanti affinché Latina torni ad essere una città moderna e all’altezza delle sfide che ci pone di fronte la contemporaneità”.

E’ tutt’altra la posizione espressa da Giuseppe Simeone, capogruppo di Forza Italia al Consiglio regionale del Lazio e presidente della commissione Sanità, politiche sociali, integrazione sociosanitaria e welfare il quale attacca, senza mezzi termini, il progetto dichiarando: “Continuano i voli pindarici del manager Casati. Il direttore generale dell’Asl di Latina si conferma esperto in giravolte, degne di uno spericolato funanbulo.

Apprendiamo che nella conferenza stampa di oggi (venerdì ndr) Casati relativamente alla realizzazione del nuovo ospedale del capoluogo, ha dichiarato di essere pronto a prendere in considerazione il progetto dell’Ance.

Sentendo le sue parole siamo rimasti sorpresi dal nuovo cambio d’indirizzo. Evidentemente Casati ha dimenticato che Ance aveva già presentato l’estate scorsa un progetto a costo zero per il nuovo ospedale che dovrà nascere nella zona di Borgo Piave, mettendolo quindi gratuitamente a disposizione della comunità.

Ma il direttore generale dell’Asl non sembra aver tenuto conto di questo progetto, preferendo avviare un percorso diametralmente opposto.

Tanto è vero che ha provveduto a far approvare la delibera numero 1384, pubblicata proprio ieri e che indice una gara per l’affidamento dell’incarico di redazione dello studio di fattibilità del nuovo ospedale per un importo pari a 99mila euro. Quindi quasi centomila euro che vengono sottratte dal bilancio dell’azienda e di fatto dalle tasche dei cittadini utenti, rischierebbero così di finire sperperati, in virtù del nuovo cambio di rotta.

Prendiamo atto con soddisfazione della dichiarazione rilasciata in conferenza stampa, ma vogliamo ricordare al dottor Casati che nella pubblica amministrazione ci si esprime esclusivamente con atti amministrativi.

Per questo, ci aspettiamo che alla luce dell’apertura al progetto dell’Ance, revochi immediatamente la delibera approvata e pubblicata e ne adotti un’altra, avviando le procedure necessarie affinchè il progetto a costo zero elaborato dall’Ance venga subito preso in carico dall’Asl.

Questo mio auspicio è stato peraltro espresso formalmente attraverso una nota inviata al direttore Casati, oltre al presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti e all’assessore alla Sanità Alessio D’Amato”.

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