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Covid-19, il vaccino dalla Pfizer arriva in Vaticano per dipendenti e cittadini

Arcangeli: "Soltanto attraverso una diffusa e capillare immunizzazione della popolazione si potranno ottenere reali vantaggi in termini di sanità pubblica per ottenere il controllo della pandemia"

Città del Vaticano – Dai primi mesi del prossimo anno in Vaticano sarà possibile vaccinarsi per sconfiggere il Covid-19. Lo riferisce Vatican News spiegando che il piano vaccinale, avviato dal Fondo assistenza sanitaria e la Direzione di sanità ed igiene del Governatorato, interesserà i cittadini, i dipendenti, ma anche i familiari che godono dell’assistenza del Fas.

“Riteniamo che sia molto importante che anche nella nostra piccola comunità si avvii al più presto possibile una campagna vaccinale contro il virus responsabile del Covid-19”, spiega Andrea Arcangeli, nuovo direttore della Direzione di sanità ed igiene del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano. “Soltanto attraverso una diffusa e capillare immunizzazione della popolazione si potranno ottenere reali vantaggi in termini di sanità pubblica per ottenere il controllo della pandemia”.

Il vaccino scelto per iniziare è quello prodotto dalla Pfizer, prosegue, “che ha dimostrato di essere efficace al 95%” ed è attualmente “l’unico per il quale è in corso l’approvazione da parte delle Autorità sanitarie europee e americane”. Successivamente potranno essere introdotti altri vaccini “dopo averne valutato l’efficacia e la piena sicurezza”.

Rispetto ai dubbi sollevati da alcuni proprio sulla sicurezza, Arcangeli assicura: “Sono stati effettuati dei test molto rigorosi” e “vi sono le garanzie fornite dalle autorità sanitarie mondiali che prima di concedere l’autorizzazione al commercio conducono degli studi molto rigorosi. Inoltre, bisogna tenere conto che tutti i vaccini possono causare degli effetti collaterali, che generalmente si limitano a reazioni locali” o “febbre e cefalea”.

In Vaticano si sconsiglia la vaccinazione sotto i 18 anni: “Non sono stati ancora effettuati studi che comprendono questa fascia di età pertanto non sono stati inclusi nel programma vaccinale”, spiega ancora il responsabile della Direzione sanità ed igiene del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, precisando inoltre che per i soggetti allergici “è sempre consigliabile una valutazione medica prima di essere sottoposti a ogni tipo di vaccinazione”. (fonte: Agi)

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