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Campione di kick boxing morto a Ponza, svolta nelle indagini: “Non fu una caduta accidentale”

I consulenti hanno riscontrato lesioni da corpo contundente

Ponza – Già a fine novembre il sostituto procuratore della Repubblica di Cassino, Beatrice Siravo, aveva manifestato perplessità circa la possibilità che le ferite mortali riportate da Gianmarco Pozzi, il 28enne kick boxer romano trovato cadavere lo scorso 9 agosto in un giardino di Giancos sull’isola di Ponza, fossero compatibili con la caduta (leggi qui).

Oggi a confermare l’ipotesi di cause diverse da quelle accidentali arrivano indiscrezioni dalla perizia di parte commissionata dal legale della famiglia del 28enne, l’avvocato Fabrizio Gallo. Una documentazione, ancora non depositata in Procura, che fa cambiare completamente scenario ai fatti che accaddero nella notte tra l’8 e il 9 agosto scorso in quel giardino sull’isola pontina.

L’avvocato Gallo sostiene: “I nostri consulenti sono convinti che le ferite riportate da Gianmarco non siano compatibili con la caduta”.

Gli esperti sembra infatti abbiano riscontrato “lesioni da corpo contundente a entrambe le braccia e gomiti e alle ginocchia. La rottura delle costole – spiega meglio l’avvocato della famiglia Pozzi -, del bacino e della clavicola, un colpo sulla spalla sinistra e uno scollamento del cuoio capelluto”.

Tutti elementi che sembrano testimoniare che il 28 si sia difeso da un’aggressione e portano gli inquirenti a dare forza all’ipotesi di una morte che presenta troppe discordanze per essere accidentale.

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