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Maxisequestro di impianti di autodemolizioni: due le imprese di Fiumicino e due di Ostia foto

Le ditte individuali si trovavano nel centro cittadino

Fiumicino – Si chiariscono i contorni del maxisequestro di impianti di demolizioni al termine di indagini svolte dal gruppo Forestale del Nipaaf Roma. 6 per la precisione gli impianti ai quali nella giornata di ieri sono stati apposti i sigilli, ma anche 15  carroattrezzi che facevano capo a 16 aziende.

Due di queste ultime sono di Fiumicino, con sede legale a pochi passi dal Palazzo municipale della città, in pieno centro urbano. D’altro canto la sede legale era l’abitazione dei due titolari di altrettante imprese individuali che avevano i propri mezzi, carroattrezzi, in sosta sotto casa. Altre due, invece, si trovavano a Ostia.

In tutti e quattro i casi società di soccorso stradale che conferivano auto agli impianti di demolizione sequestrati.

Le indagini sono state meticolose, fatte di intercettazioni, pedinamenti e videosorveglianza. Nate quasi per caso, a seguito di accertamenti amministrativi i carabinieri hanno constatato l’assenza di titoli idonei all’esercizio dell’attività. E allora, d’accordo con l’autorità giudiziaria, hanno monitorato con attenzione i movimenti all’interno delle ditte per verificare se ci fosse dell’altro.

Una ricerca che ha portato i suoi frutti visto che gli uomini del Nipaaf hanno ben presto rilevato l’inadeguatezza dei macchinari a disposizione degli impianti, in particolar modo, per smaltire olii e altri liquidi che, a quanto pare, sempre secondo le risultanze investigative, producevano percolato rilasciato nel terreno circostante.

Altra irregolarità riscontrata è stata anche la mancata tracciabilità dello smaltimento degli automezzi che gli investigatori non sono riusciti a ricostruire nel dettaglio.

A coronare un quadro già sufficientemente articolato ci sarebbero stati tra i 38 indagati, oltre ai titolari degli impianti di autodemolizione, e quelli delle ditte individuali di soccorso anche i cosiddetti “faccendieri” coloro i quali nel momento in cui si verificava un incidente stradale indirizzavano il malcapitato verso il titolare di una società di soccorso stradale piuttosto che un’altra.

Una organizzazione sulla quale probabilmente il Nipaaf svolgerà altre indagini, per verificare l’esistenza di ulteriori coinvolgimenti.

Le congratulazioni del consigliere Ferrara

Arrivano anche le congratulazioni per l’operazione svolta dal Gruppo Forestale.

A complimentarsi è Paolo Ferrara, consigliere delegato Città Metropolitana Roma che ha richiarato: “Un’altra operazione messa a segno dalla nostra Polizia metropolitana che ha lavorato in sinergia con Carabinieri e Polizia Locale di Roma Capitale per contrastare attività illecite che si annidavano dentro impianti di demolizione tra la Laurentina – Acqua Acetosa Ostiense. Dopo mesi di indagini e verifiche abbiamo stroncato una rete commerciale illegale, priva di autorizzazioni e requisiti.

Un plauso va a tutto il personale della Polizia metropolitana coordinata dal Comandante Mario Sette“.

 

Per dovere di cronaca, e a tutela di chi è indagato, ricordiamo che un’accusa non equivale a una condanna, che le prove si formano in Tribunale e che l’ordinamento giudiziario italiano prevede comunque tre gradi di giudizio.

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