Quantcast

Seguici su

Cerca nel sito

Natale e Covid-19, il sindaco di Latina: “L’ospedale Goretti è al collasso, non abbassiamo la guardia”

Damiano Coletta: "Si registrano numeri che non abbiamo visto neanche durante la prima ondata. Natale è un un test i per poter recupere il senso di responsabilità"

Latina – Code davanti ai negozi ed ospedali al collasso. Le festività natalizie sono ormai alle porte, ma come mai prima d’ora, dovremmo fare i conti con una pandemia che sembra non darci tregua. L’emergenza sanitaria e la conseguente crisi economico-sociale che si sta trascinando dietro hanno creato una situazione piuttosto difficile da gestire, soprattutto per i sindaci dei comuni, che hanno sì il potere di chiudere piazze e strade, ma che poco possono fare in merito alla questione degli assembramenti e delle code chilometriche che si stanno registrando fuori dai negozi per i regali di natale.

Non vi è dubbio che amministrare un Comune ai tempi del Covdi-19 sia molto complicato, ma in questo particolare periodo dell’anno, sta diventando un’ardua sfida: “Il Coronavirus è una malattia che chiede rispetto per sé stessi e per gli altri – ha dichiarato il sindaco di Latina Damiano Coletta, ospite della puntata di Ponte di Comando, trasmessa da ilfaroonline.it -. E’ grazie al comportamento virtuoso dei cittadini di Latina se la curva dei contagi sia diventata lineare, ma il pericolo di questa pandemia resta la saturazione delle strutture sanitarie”.

In molti ospedali d’Italia, infatti, i numeri dei ricoveri hanno superato quelli registrati a marzo: “In questo momento – spiega il Sindaco – all’ospedale Goretti abbiamo circa 200 pazienti ricoverati, numeri che non abbiamo visto neanche durante la prima ondata. Senza tralasciare i dati sulla mortalità, che sono aumentati in maniera vertiginosa. La cosa più preoccupante è che, essendo adesso la mortalità più diffusa, sembra quasi che la gravità e l’impatto della pandemia, anche a livello mediatico, sia minore.

In realtà, l’incidenza della malattia e della mortalità a Latina è dintorni è allarmante e, soprattutto in questo momento, i comportamenti per proteggersi sono fondamentali, perché l’emergenza è all’interno degli ospedali. La malattia non va sottovalutata e invito a non radunarsi a Natale con tanti amici e parenti, perché è potenzialmente rischioso per la diffusione dei contagi. Le festività natalizie diventano un test importante per poter recupere quel senso di responsabilità, che non ci faccia prendere la situazione troppo alla leggera”.

“Ciò non significa che non si debba festeggiare il Natale,- sottolinea Coletta – ma con il giusto grado di giudizio e la responsabilità. Qui a Latina, ad esempio, abbiamo investito in modo contenuto sulle luminarie perché la città ed i cittadini hanno bisogno ora più che mai di sentirsi ‘coccolati’. Non rinunceremo nemmeno al consueto concerto di Natale, che nel rispetto delle norme anti-Covid, sarà trasmesso in streaming”.

Coletta sa raccontarci, perché lo ha vissuto sulla propria pelle, cosa veramente significa contrarre ed affrontare il Covid, a cui risultò positivo il 24 novembre: “Il virus fa male – racconta il Sindaco -. All’inizio avevo pochi sintomi, ma dopo il 7° giorno la malattia si è complicata, con un aumento della tosse, della spossatezza e il ritorno della febbre. Nel momento in cui ero ricoverato in ospedale, ero consapevole che avrei potuto prendere la strada della complicanza grave, che porta all’insufficienza respiratoria. Ora sono alla 22° giornata e posso dire che una delle cose peggiori sia la situazione di isolamento in cui versa chi è ricoverato”.

Per quanto riguarda, invece, un probabile arrivo di una terza ondata, Latina si sta attrezzando per cercare di prevenire un’impennata dei contagi. “Abbiamo previsto il rientro a scuola il 7 gennaio per il 75% dei nostri studenti – afferma Coletta –, vorremmo differenziare l’orario d’entrata negli istituti e stiamo cercando di agire anche sul potenziamento dei trasporti. Ma per ridurre i rischi, resta fondamentale la consapevolezza ed il rispetto delle regole da parte dei ragazzi.

La nostra Amministrazione ha anche investito molto sul sociale, attraverso i nostri servizi sociali, al fine di non lasciare indietro nessuno. Credo che potremmo essere tutti un po’ più preparati a quello che verrà, solo se sappiamo cogliere anche le cose positive che, in qualche modo, stanno venendo fuori da questo momento di crisi”.

“La consapevolezza, il sapere quello che stiamo attraversando, deve diventare un imperativo –  ribadisce nelle sue conclusioni Vincenzo Taurino, sociologo e direttore editoriale de ilfaroonline -. Nonostante i cittadini siano sempre pronti a puntare il dito sulla politica, noi continuiamo a raccontare questo 2020 attraverso le parole dei sindaci dei comuni: uomini e donne che si sono rimboccati le maniche, che hanno sofferto insieme alla cittadinanza e che meritano rispetto. Ora, occorre puntare il dito sui cittadini e fare in modo che si riacquisti il senso di responsabilità nei confronti di chi lavora in trincea.

Mentre l’Italia è il primo paese per numero di morti Covid, vedere gli assalti ai centri commerciali fa letteralmente cadere le braccia. I comportamenti con cui abbiamo imparato a convivere, devono essere seguiti scrupolosamente. Solo così si potrà vedere una luce fuori alla fine del tunnel”.

“Siamo noi i primi a dover agire – conclude Taurino -. Non possiamo aspettare che siano gli altri a fare qualcosa per noi, che il Sindaco chiuda la piazza o la via per i troppi assembramenti. Bisogna riprendere la coscienza e la maturità che ha caratterizzato la prima fase di questa emergenza”.
Il Faro online – Clicca qui per vedere la puntata andata in onda il 15 dicembre alle ore 18:00