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Tirrito: “Agitu Gudeta, un dramma che svela l’ipocrisia e accende i riflettori sul problema dei controlli”

"Ogni violenza contro una donna, qualsiasi donna, va condannata, ma il modello per cui chi riceve accoglienza non venga prima controllato rappresenta un pericoloso fallimento"

“Agitu Ideo Gudeta violentata mentre era a terra agonizzante. E’ la scena agghiacciante che vede vittima una donna etiope e protagonista un cittadino del Ghana, regolarizzato in Italia proprio da chi, straniera anch’essa, sarebbe poi diventata la sua vittima.

Eppure, prima della confessione – afferma Maricetta Tirrito, presidente dell’associazione Una Donna – già si era levato il coro di coloro che vedevano nell’aggressione lo sfondo razzista, che avevano condannato la nostra società prima ancora di conoscere i fatti. Un pregiudizio che rasenta anch’esso il razzismo, ma al contrario”.

“Si stava gridando all’odio razziale – prosegue la Presidente – prima che un ghanese confessasse l’omicidio. Quando però è stato chiaro che la matrice non era da cercare su quel versante, è calato il silenzio. Un silenzio che non condivido, e contro cui combatto, perché se è vero che ogni violenza contro una donna, qualsiasi donna, va condannata, è altrettanto vero che il modello per cui chi riceve accoglienza non venga prima controllato a dovere è un modello che rappresenta un pericoloso fallimento.

Che sia lo Stato oppure un privato cittadino, che sia italiano o straniero, è un fatto che l’accoglienza indiscriminata provoca storture, come quest’ultima terribile vicenda. Molto più spesso ci si ferma a livelli delinquenziali più bassi, e per questo non se ne parla abbastanza”.

“Lo sdegno contro i presunti razzisti – conclude Tirrito –  lo sentiamo quotidianamente, ma non lo sentiamo contro l’immigrazione clandestina e le sue conseguenze. Per questo da oggi e per il futuro accenderemo i riflettori su ogni episodio di questo tipo, piccolo o grande che sia, per non lasciare nell’oblio un fenomeno che andrebbe invece monitorato e controllato. Una cosa è l’accoglienza, altro è il rispetto delle regole: le due cose devono andare di pari passo”.
(Il Faro online)