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La salma di Manzù “ostaggio” dell’Amministrazione, gli eredi perdono la pazienza: denunciato il Comune

Nonostante le intimazioni del Commissario "ad acta", dal Comune non esce il documento necessario per l'estumulo

Ardea – Alla fine è partita la denuncia alla Procura della Repubblica. La querelle che vede la sepoltura del maestro Manzù e della sua amata moglie Inge al centro di una controversia tra i parenti stretti del Maestro e il Comune dall’altra, ha visto quest’ultimo oggetto di una querela formale.

Per far capire quanto complicata sia la questione, basti sapere che a corredo delle denunce ci sono ben 102 pagine di documenti dattiloscritti. In realtà è l’ultimo atto giuridico di una vicenda che ha già visto pronunciarsi il Tar (leggi qui) chiamato in causa dagli eredi di Manzù, contro l’amministrazione comunale di Ardea, in quanto “silente” – così lo definiscono i giudici amministrativi – rispetto alla richiesta di estumulazione della salma per un trasferimento in altra sede cimiteriale e una successiva cremazione.

Una vicenda che, in buona sostanza, vede gli eredi di Manzù chiedere di riunire, nella residenza di Colle Manzù ad Aprilia, le ceneri di chi si è tanto amato in vita, mentre dall’altra parte vede il Comune insistere sulla necessità che la salma del Maestro resti ad Ardea.

Il Commissario ad acta – nominato nel frattempo – ha spinto per una soluzione bonaria, che vedesse comunque accolte le istanze degli eredi Manzù. Il 26 novembre 2020, ha autorizzato gli eredi all’estumulazione dei resti mortali dell’artista. Procedure burocratiche e missive incrociate, definivano come data utile il 10 dicembre 2020.

Il giorno prima, però, nonostante i solleciti, “il titolare dell’Agenzia funebre – è scritto nella denuncia – si recava personalmente presso l’Ufficio dello Stato Civile del Comune per ritirare i documenti già richiesti. Nulla veniva consegnato”. Stesso tentativo, il giorno dopo, e quello dopo ancora. L’ultimo tentativo è stato fatto il 18 dicembre. Poi, visto il “muro” eretto dall’Amministrazione comunale, è scattata la denuncia. Ora la parola passa alla Magistratura.