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Formia e quei due milioni “persi”, scoppia la polemica

Botta e risposta tra la Villa e Marciano sul destino dei fondi del Governo destinati a "coprire" le mancate entrate dovute all'emergenza Covid

Formia – Ormai è ufficiale: il Comune di Formia sarà commissariato (il prefettizio arriverà a giorni). Sarà commissariato, è bene precisarlo, nonostante il commissario ad acta (Maurizio Alicandro) abbia approvato gli equilibri di bilancio, che sono stati la base su cui si è consumata la guerra contro il sindaco uscente, Paola Villa.

Bilancio approvato: ma allora perché c’è stato bisogno del Commissario?

Ma se i conti erano in ordine, è lecito chiedersi: perché i formiani stanno per finire nella rete di un commissariamento? E ancora prima: per scoprire che erano in ordine, perché c’è stato bisogno che arrivasse un Commissario ad acta? Sono queste le domande che campeggiano in queste ore sui social.

Ebbene, effettivamente, come evidenziato già lo scorso 23 novembre, i conti del Comune erano comunque in sofferenza (la causa sarebbe la mancata riscossione, per via del Covid, di tosap, Imu per immobili turistici, sanzioni codice della strada, introiti parcheggi, tassa di soggiorno per un totale di 1.249.698,06 euro).

Ma nonostante queste mancate entrate i conti potevano essere approvati

La Villa: “I soldi del Governo bloccati in banca”

Come potevano essere approvati? Attraverso, i fondi assegnati dal Governo al Comune di Formia, pari a € 2.369.689,38, che, in parte avrebbero coperto le entrate mancanti e, in parte (ovvero il restante 1.119.991,32 euro), “sarebbe andata a costituire un risultato positivo di amministrazione, vincolato al Covid, il quale sarebbe stato utilizzabile a tutto vantaggio della città” come ha spiegato la stessa Paola Villa in un lungo post sui suoi canali social.

Eppure… Eppure la politica formiana ha deciso diversamente. Ha deciso di non votare quella variazione di bilancio che avrebbe permesso alla città di evitare la trappola del Commissariamento.

Non solo. Mentre la politica continua a fare le sue mosse, come se la città fosse una scacchiera invisibile ai più, ci sarebbe un’altra verità, ancor più scomoda, che si nasconde dietro la scelta di votare contro la variazione di bilancio.

Il danno e la beffa, infatti, come spiega anche la relazione del Commissario ad acta, starebbe tutto nel fatto che quella variazione di bilancio avrebbe permesso al Comune di Formia di poter accedere ai fondi concessi dal Governo. Soldi che, però, dato il ritardo con cui è stato approvato il bilancio, ora non possono essere utilizzati, come conferma la stessa Villa sui social (“Non avendo il consiglio comunale approvato la variazione di bilancio, questi fondi assegnati GIACCIONO ORA IN BANCA E NON POSSONO ESSERE USATI”).

Insomma, in città, il denaro per fronteggiare l’emergenza c’è. Ma è in mano alle banche e, ora, non può più essere sbloccato. Il motivo? Secondo il sindaco uscente quei fondi sono bloccati a causa dei dodici consiglieri che non hanno votato la delibera per la variazione di bilancio.

Il punto, quindi, si sfoga la stessa Villa sui social, non era la sua amministrazione, quelle entrate mancati le hanno avute tutti i Comuni italiani, ma il Commissario sta per arrivare a Formia. Ma per quale motivo i consiglieri non avrebbero approvato a favore della variazione? In un commento al veleno spiega: “Motivazioni non pervenute. Il futuro ci darà questa risposta, intanto la città riporta i danni.” Per poi accusare i suoi avversari di “alta irresponsabilità politica da parte di chi, pur appartenendo alla maggioranza, pur avendo approvato il bilancio di previsione 2020 e, fatto incredibile quest’ultimo, pur avendo votato la delibera degli equilibri di bilancio in commissione consiliare poche settimane prima del consiglio comunale del 28 dicembre, ossia i Consiglieri della lista Ripartiamo con Voi, ha deciso di bocciare la delibera, evidenziando in maniera definitiva che la crisi amministrativa non ha avuto alcun aspetto politico e proprio nulla a che vedere con gli aspetti economici-finanziari dell’Ente.”

La versione di Marciano

Ma dall’ala progressista della minoranza non ci stanno. L’ormai ex consigliere dem Claudio Marciano interviene sulle dichiarazioni del Sindaco uscente e spiega: “Salvaguardia degli equilibri di bilancio. Quanto si spacciano per “verità amministrative” delle balle colossali.”

Non solo. Marciano entra nei meriti e sottolinea: “Le minori entrate che il Comune di Formia riconosce al 31/12/2020 non ammontano a 1 milione e 250mila euro, come sostenuto dalla (ex) Sindaca, bensì a 2.320.000 circa. Nel computo della Sindaca mancano infatti le entrate extra-tributarie e altri mancati accertamenti, segnalati nell’allegato alla delibera del commissario ad acta pagina 10.”

E ancora: “Nelle minori entrate non sono tuttavia ancora computate quelle relative alla Tari (che in condizioni normali sono già inferiori ai 2 milioni di euro) e quelle sull’addizionale Irpef, che risentirà parecchio del calo dei redditi prodotti dalla pandemia. Praticamente, non sono computate le entrate più ballerine e che faranno più danni.”

Non solo. Marciano infila il coltello nella piaga e sottolinea: “Nella salvaguardia, per garantire gli equilibri di bilancio, vengono operati tagli per 1.203.583 euro. Tra voci principali compresse: mensa scolastica, centri anziani, sicurezza stradale, mobilità sostenibile, acquisto farmaci, gestione dei rifiuti (ci sono 235mila euro in meno su “esternalizzazione dei rifiuti”…ma la FRZ lo sa?). A questo si deve aggiungere che l’attenzione dell’amministrazione uscente per i danni economici prodotti dal Covid in città è tutta in due cifre: dei 600mila euro stanziati per famiglie e imprese nel fantomatico “fondo post fata resurgo” neanche 1 euro è stato speso per le finalità annunciate. Il capitolo “emergenza Covid” è computato con una cifra miserabile di 50mila euro.”

Ma allora i fondi del Governo di cui parla la Villa? Marciano interviene anche su quelli e spiega: “I fondi trasferiti dal governo al Comune, che ammontano a 2.369.000 euro circa, hanno una destinazione vincolata. Sono riservati al finanziamento del gap tra entrate reali e previste, e non certo a misure espansive, per esempio, su cultura, ambiente, sport, sviluppo. Sono risorse stanziate per evitare che il 90% dei Comuni italiani vadano in dissesto. Infatti, a Formia, serviranno per contenere le minori entrate (o meglio, una loro parte) che equivalgono al fondo statale. Sostenere che vi sia “un milione di euro da spendere” per la città, e che non lo si possa utilizzare a causa delle minoranza, è pertanto una squallida menzogna.

Quelle risorse sono tutt’altro che perse. Saranno incamerate tra pochi giorni nel bilancio comunale con un provvedimento del commissario prefettizio e saranno vincolate, come prevede la legge, al pareggio di bilancio quando si dovrà approvare il bilancio consuntivo 2020, entro Aprile-Maggio 2021.”

Io – ammette in conclusione Marciano –  sono tra i consiglieri comunali che ha votato contro la salvaguardia proposta dall’amministrazione uscente. Lo rifarei altre mille volte. Ho agito con pieno mandato dei miei elettori e della mia coalizione politica, in coerenza con quanto sostenuto in due anni e mezzo di lavoro consiliare. Se la città oggi non ha più un governo è unicamente per responsabilità della (ex) Sindaca e dell’armata brancaleone che ha tirato su per vincere le elezioni. Una coalizione che ha tenuto nel congelatore la città per due anni, che ha litigato dal primo minuto in cui si è insediata, che non ha affrontato neanche un dossier significativo per il futuro di Formia.”

Il retrogusto amaro del ritorno alle urne

Intanto, si ritornerà alle urne. Una consapevolezza che ha il retrogusto amaro della sconfitta. Perché maggioranza, minoranza, dentro o fuori dal Municipio, poco importa. A perdere, più di tutti, è stata Formia, sono stati i formiani.

Ma giuste o sbagliato che siano le motivazioni che hanno portato Formia al commissariamento, ora saranno gli elettori a far sentire la propria voce.

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