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Fabbri lancia il cuore oltre la pedana: “Voglio la finale olimpica e sogno il pubblico in tribuna”

L’azzurro primatista europeo del lancio del peso parla del suo momento di forma e dei suoi allenamenti in Sud Africa. Aspetta gli Assoluti Indoor e gli Europei in sala

Il mese di Leonardo Fabbri in Sudafrica. Al lavoro a Stellenbosch e pronto a presentarsi in pedana per confermare, e se possibile migliorare, quanto di buono mostrato nella passata stagione, fino al 21,99 degli Assoluti di Padova e alla leadership europea stagionale. “Confidiamo di poter iniziare a gareggiare nel weekend del 23-24 gennaio spiega il lanciatore dell’Aeronautica che resterà in Sudafrica fino a fine mese – siamo in contatto con vari organizzatori ma come si può immaginare con la situazione attuale non è semplice trovare gare. Nel frattempo ci alleniamo in piena sicurezza, nell’area verde che ospita la pedana ci siamo soltanto io, Paolo Dal Soglio e Zane Weir e le temperature raggiungono anche i 35 gradi: sappiamo quanto sia favorevole allenarsi al caldo rispetto alle temperature di questo periodo nelle mie abituali sedi di Schio o di Bologna. E poi c’è anche un grosso albero a dare ombra alla zona di lanci, quindi è perfetta. E in casa abbiamo una palestra con tutto l’indispensabile. Non sono ancora brillante ed esplosivo, ma le misure trovate in allenamento sono piuttosto confortanti. Rispetto al 2020 mi sento già migliorato sotto ogni profilo”.

Nel piano stagionale, con le Olimpiadi di Tokyo come autentico faro (“mi aspetto che per entrare in finale servano i ventuno metri, e spero possa esserci pubblico in tribuna”), il pesista fiorentino ha fissato la tappa intermedia degli Europei indoor di Torun (5-7 marzo): “Cercherò il primo picco di forma per questo evento e posso già confermare che sarò presente agli Assoluti indoor di Ancona”, sottolinea, cerchiando in agenda il weekend del 20-21 febbraio.

Per quanto riguarda gli avversari su scala mondiale, “TheFabbrino” ha ben chiaro che la concorrenza sia esorbitante: “Negli ultimi anni il peso è stata la specialità con il livello tecnico più alto – ricorda – E anche a Tokyo non me l’aspetto inferiore rispetto a Doha: i nomi son quelli, oltre allo statunitense Crouser penso sicuramente al neozelandese Walsh, al brasiliano Romani, ai due polacchi Haratyk e Bukowiecki e non è detto non ne spuntino altri. Io ho chiuso il 2020 al secondo posto delle liste mondiali ma sicuramente quest’anno sarà tutt’altra storia”. (fidal.it)