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Caccia, l’appello di Simeone (FI): “Zingaretti e Onorati applichino il concetto di residenza venatoria”

"Ho chiesto anche la possibilità di valutare possibili azioni di sostegno al comparto che ha risentito della crisi in atto al pari di altri settori"

Regione Lazio – “Dare la possibilità ai cacciatori, anche in vista della chiusura della stagione venatoria, di poter esercitare la propria attività non soltanto all’interno del proprio Comune, ma nel territorio ricadente entro i confini dell’Ambito Territoriale di Caccia di residenza venatoria. Questo il contenuto della nota che ho inviato, al presidente della regione Lazio, Nicola Zingaretti, e all’assessore competente, Enrica Onorati, raccogliendo i numerosi appelli provenienti dalle associazioni del settore”. Lo dichiara in una nota il consigliere regionale di Forza Italia e presidente della commissione regionale sanità, Giuseppe Simeone.

“In tale contesto, – prosegue il Consigliere – a fronte di una stagione letteralmente andata in fumo, e considerato anche che i cacciatori pagano somme considerevoli per svolgere la propria attività, ho chiesto anche la possibilità di valutare possibili azioni di sostegno al comparto che ha risentito della crisi in atto al pari di altri settori. L’emergenza connessa alla diffusione della pandemia da Covid-19 da un anno, infatti, sta producendo ripercussioni negative in tutti i settori economici, della vita quotidiana, oltre che della sanità, mettendo in ginocchio il nostro Paese.

Nessun comparto è rimasto esente da un ‘evento’ non calcolabile né prevedibile ma che, come istituzioni, nel massimo rispetto delle regole e delle misure di sicurezza necessarie al contenimento della diffusione del virus, abbiamo anche e soprattutto il dovere di governare. La suddivisione delle regioni in fasce di colore legate all’andamento epidemiologico in atto, impone alcune restrizioni anche sugli spostamenti, il che comporta l’impossibilità per i cacciatori residenti in zone più urbanizzate di praticare questa attività al pari di coloro che magari abitano in comuni con maggiori spazi liberi a disposizione.

Applicare il concetto di residenza venatoria piuttosto che quello di residenza anagrafica significa affermare un principio che salvaguarda tutte le forme di caccia, rendendole possibili oltre il confine comunale e non solo come strumento di mera regolazione delle popolazioni faunistiche con forte impatto sull’agricoltura. Alcune Regioni, come la Toscana, con propria ordinanza hanno già provveduto a dare la possibilità ai cacciatori di svolgere la propria attività nei Comuni appartenenti all’Ambito Territoriale di Caccia di residenza venatoria, considerato anche che la caccia svolgendosi all’aperto, in zone ampie, e spesso in assoluta solitudine, comporta rischi di contagio e diffusione del virus limitatissimi se non pari a zero”.

“Mi auguro – conclude Simeone – che il presidente Zingaretti e l’assessore Onorati agiscano con rapidità al fine di restituire alla caccia e ai suoi appassionati, nel pieno rispetto delle regole, la piena legittimità allo svolgimento di un’attività importante anche sul piano del riequilibrio e del controllo del patrimonio faunistico”.
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