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Latina, il Pd prima ripudia, poi sceglie Coletta; “salto mortale” di Moscardelli

Lbc: “L’avvio del dialogo con il Pd e con chi vorrà comporre questo progetto è una prova di maturità. A Latina il civismo non è un’esperienza conclusa, né è stata fallimentare"

Latina – Damiano Coletta è davvero l’uomo della sinistra di Latina? Per il Pd si. Nonostante lo stesso Claudio Moscardelli abbia definito “fallimentare” l’esperienza di Coletta al governo dell’indomabile capoluogo pontino (leggi qui).

Ad annunciare l’avvenuta alleanza è stata il segretario dei dem, Franca Rieti, che ha spiegato: “La delegazione del PD composta da me (in rappresentanza del Pd comunale Latina), dal segretario Claudio Moscardelli (Pd provinciale), dal capogruppo al consiglio comunale Nicoletta Zuliani e dal consigliere comunale Enrico Forte, si è incontrata con una delegazione di LBC composta dalla Segretaria Elettra Ortu La Barbera, il vicesegretario Porcelli, la capogruppo Valeria Campagna e Graziano Lanzidei insieme al Sindaco Damiano Coletta. Il motivo al centro dell’incontro è stato la presentazione della candidatura a sindaco di Latina di Damiano Coletta. Una candidatura con l’apertura ad un progetto nuovo per unire l’esperienza civica alle forze politiche e al PD per un patto per la Citta’.”

Ma che cosa è emerso da quest’incontro, che si è poi concluso positivamente? “L’incontro – ha spiegato la Rieti – ha evidenziato e rafforzato la volontà comune di concorrere a questo progetto e si è concordato di mettere in campo un’alleanza per la Città e un accordo tra forze civiche e forze politiche per una nuova coalizione.” Una scelta questa, che, quindi, non nasce dalla volontà di Coletta di rinnegare il suo passato civico, bensì, fondata proprio sulla coerenza e sull’esperienza già fatta durante il primo mandato.

Il Pd: “Ecco perché ci alleiamo con Coletta”

Ma a cosa è dovuto questo cambia di marcia, in un Pd che, fin da subito, era sembrato spaccato sulla decisione di allearsi o meno con il Primo cittadino uscente?

“Rispetto ad una stagione in cui il governo della Città ha unito il fallimento amministrativo al cedimento verso la criminalità organizzata dei clan che hanno vessato Latina e i suoi cittadini, l’elezione di Damiano Coletta – sottolinea la Rieti – ha rappresentato la discontinuità e l’espressione della volontà di recidere ogni legame tra politica e criminalità, ponendo la legalità e la trasparenza quali condizioni dell’azione amministrativa. Questo elemento è in totale sintonia con la battaglia politica e amministrativa condotta per anni dal PD insieme al sostegno alla mobilitazione delle istituzioni a partire dalla Commissione Antimafia per il contrasto alla criminalità.”

E ancora: “L’alleanza cittadina a cui PD e LBC intendono concorrere con forze politiche, liste civiche, movimenti e associazioni vuole valorizzare tutte le opportunità di sviluppo e di crescita per Latina che le straordinarie risorse regionali, nazionali ed europee offrono per affrontare e superare l’attuale emergenza prodotta dalla pandemia.”

Non solo. Dal Pd fanno sapere già quali saranno alcuni temi su cui sembra concentrarsi quest’alleanza: cultura, ricerca, innovazione, sostenibilità e contrasto ai cambiamenti climatici. “Sono tutti temi – spiega la Rieti – che offrono una straordinaria opportunità di crescita per Latina in una prospettiva di cambiamento in cui qualità della vita dei cittadini, ambiente, servizi e lavoro sono legati da una nuova idea di sviluppo sostenibile, l’obiettivo dell’Unione Europea  a cui l’Italia ha contribuito da protagonista.

Per questo, da subito attiveremo con tutte le forze disponibili un percorso di costruzione del programma e dell’alleanza per la Città con Damiano Coletta Sindaco di Latina.

Il PD – ha concluso la Rieti – lavorerà unitariamente alla proposta programmatica come già ha iniziato con i forum su scuola, sanità, ambiente ed innovazione e ricerca che hanno visto la partecipazione di tante risorse e competenze della Città. E moltiplicheremo il nostro impegno con un coinvolgimento attivo e unitario di tutto il partito per contribuire al programma per Latina.”

Lbc e la prova di maturità

 Coletta e Lbc avevano detto fin da subito di essere aperti al dialogo con altre forze politiche, civiche o meno, purché non fossero quelle stesse forze che avevano ridotto Latina nel pessimo stato in cui loro l’hanno ereditata. Anche a costo di doversi “apparentare” con Moscardelli, che li aveva accusati di essere il volto di un civismo fallimentare.

Una scelta complicata, che sembra nascere anche dalla volontà di entrambe le parti, di tenere il centrodestra il più lontano possibile dallo scranno più alto del Municipio. Ma non solo.

“Nel 2016 – spiega Elettra Ortu La Barbera, segretaria di Lbc – abbiamo scelto di prenderci cura della nostra città, ottenendo la fiducia dei nostri concittadini, perché volevamo far uscire la nostra città dalla palude in cui i nostri predecessori l’avevano fatta di nuovo sprofondare. Ora abbiamo una base molto solida, costruita proprio in questi cinque anni di governo, che ci permette di poter offrire continuità politica alla città, con una visione innovativa e che sia in grado di affrontare le nuove sfide soprattutto per la ripresa e lo sviluppo economico.”

E ancora: “L’avvio del dialogo con il PD e con tutte le altre forze politiche e i movimenti che comporranno questo progetto di condivisione è una prova di maturità. Si tratta di un progetto di valori e ci tengo a sottolineare che a Latina il civismo non è un’esperienza conclusa, né è stata fallimentare come qualcuno vuole dipingerla, anzi: si è trattato di un modo diverso e del tutto nuovo di fare politica in città, che ha instaurato un nuovo modello intorno al quale vediamo molta adesione.

Ora – prosegue Ortu La Barbera – siamo cresciuti e siamo pronti ad aprirci al dialogo con tutti trovando i punti che uniscono, e non che dividono, superando le rispettive polarizzazioni.

Stiamo vivendo il momento più difficile della nostra storia post bellica e crediamo sia necessario condividere il lavoro svolto, programmando uno sviluppo sostenibile ma deciso, grazie al dialogo costruttivo con le forze sane e i movimenti in città, provenienti dal mondo progressista e moderato. È il momento della collaborazione, perché nelle difficoltà è necessario mettere sul piatto energie positive e, in questo senso, il civismo può fare da catalizzatore: è possibile costruire un patto per la città, un progetto che scavalchi quelle che sono state le logiche che hanno caratterizzato la politica della città nei 20 anni precedenti a Latina Bene Comune.”

Poi, senza falsa modestia, da Lbc concludono: “Dopo cinque anni di governo, crediamo di aver curato Latina dai mali amministrativi che la affliggevano, avendo potuto fare, grazie al consenso ricevuto, delle scelte che inizialmente possono essere risultate impopolari ma che oggi ci consentono di guardare al futuro con speranza e coraggio, sapendo che abbiamo la struttura per reggere le sfide che ci impone il futuro post Covid. La “rivoluzione della normalità” auspicata e di cui parlavamo nel 2016, è stata realizzata: dare ai cittadini, con quanta più puntualità è possibile, i servizi che spettano loro senza che vengano fatti passare per concessioni. L’intento ora è dunque quello costruire attorno alle idee un progetto condiviso e propulsivo, che permetta alla città di rinascere dopo la crisi.”

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