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Dissesto finanziario, la Regione “salva” il comune di Fiumicino

Il Comune ottiene un contributo finanziario dal Fondo per la prevenzione del dissesto degli enti locali.

Fiumicino – 238mila euro: è questa la cifra che la Regione Lazio ha riconosciuto al Comune di Fiumicino come contributo per prevenire il dissesto finanziario. A stabilirlo è la Determinazione, della Direzione bilancio, demanio e patrimonio, n. G13883 del 23 novembre 2020, che definisce sia i nuovi criteri e le modalità di accesso al “Fondo per prevenire il dissesto finanziario dei comuni” sia l’impegno di spesa a favore di diversi comuni della Regione, tra cui Fiumicino.

Nel documento, pubblicato sul Burl della Regione Lazio, si afferma esplicitamente che per l’esercizio finanziario 2020, l’Ente ha istituito una “Commissione tecnica di supporto per la valutazione delle domande di concessione ed individuazione delle procedure e dei parametri di controllo a cui sottoporre l’ente beneficiario del contributo per prevenire il dissesto finanziario”.

Il comune di Fiumicino quindi, ha presentato domanda per ottenere il contributo, istanza che è stata accettata con il verbale del 5/11/2020 della Commissione tecnica che “secondo i criteri stabiliti nell’allegato tecnico della Dgr n. 518/2020 e a conclusione delle analisi e delle verifiche effettuate sulla documentazione trasmessa dai Comuni richiedenti, ha stabilito di riconoscere il contributo per prevenire il dissesto finanziario ai Comuni stessi”.

Si dice ancora nel documento regionale che il contributo è stato stanziato “ravvisata la necessità di impegnare le predette somme sui capitoli C21919 e C22564 esercizio finanziario 2020”.

Insomma, una manciata di giorni prima dell’approvazione del bilancio di previsione (leggi qui) la Regione ha stanziato quindi per il Comune di Fiumicino quasi 240mila euro.

Conti in rosso dunque, per il Comune del litorale laziale? Cerchiamo di fare chiarezza. In primo luogo è necessario specificare, infatti, cosa si intende per dissesto finanziario di un Ente locale: il dissesto è ben diverso dal fallimento, in quanto un Comune non è un’impresa privata di cui si può determinare l’estinzione. Il Comune continua ad esistere e a garantire la continuità amministrativa anche quando è finanziariamente in crisi.

Cosa vuol dire “dissesto”

Il dissesto viene però dichiarato quando un ente non è più in grado di assolvere alle “ordinarie” funzioni ed ai servizi definiti indispensabili, quando nei confronti dell’Ente esistono crediti di terzi ai quali non si riesce a far fronte con il mezzo ordinario del riequilibrio di bilancio né con lo strumento straordinario del debito fuori bilancio.

A questo punto, quando viene dichiarato il dissesto del Comune, sindaco, giunta e consiglio restano in carica ma vengono coadiuvati da una commissione espressamente designata dal Ministero degli Interni, che si occupa di risanare il disavanzo pregresso.

Una soluzione estrema, che in genere comporta conseguenze pesanti sul piano fiscale anche per le tasche dei cittadini, che vedono lievitare le imposte e diminuire i servizi. Proprio per evitare una situazione di questo genere è stato stabilito che gli enti locali possano ricorrere ad un Fondo speciale per prevenire il dissesto.

Non esattamente una passeggiata di salute per il territorio, dunque, perché tutto va – come accennato – ad incidere sulla gestione dei servizi alla cittadinanza. Ma stavolta, grazie al contributo regionale, Fiumicino è “salva” e lo spettro del dissesto si è allontanato.

Prevenire è meglio che curare

Proprio per evitare di incorrere in queste misure estreme è stato istituito quindi il fondo per la prevenzione del dissesto finanziario: un contributo a cui i comuni possono ricorrere , solo se presentano determinati requisiti indispensabili.

“Gli enti che intendono sottoporsi alla valutazione per l’accesso al fondo – si legge sul sito della Regione – ne fanno espressa richiesta agli uffici regionali competenti; gli enti che fanno richiesta devono fornire, nei tempi indicati dalla Regione Lazio, tutta la documentazione necessaria al fine di poter valutare la reale situazione economico-finanziaria.

Viene data priorità nell’accesso al Fondo ai Comuni che, negli ultimi tre anni, abbiano perseguito una efficiente razionalizzazione e riqualificazione della spesa pubblica, verificata attraverso il sistema degli indicatori economico-finanziari”.

Luci e ombre, dunque: parliamo di un fondo “salva Comuni” per Amministrazioni in deficit, ma fruibile solo dai Comuni che risultano virtuosi. Si tratta di come si vede il bicchiere: mezzo piano o mezzo vuoto. Ai lettori del Faro online la valutazione…

Leggi il testo integrale del documento regionale