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“Maggioranza superficiale”, la Lega Formia attacca la Villa sulla crisi di governo

La Lega: "La crisi poteva essere evitata solo con quella politica che pensa a disegnare una idea di città e a mettere in campo azioni per realizzarla, e promuovendo un clima di rapporti cordiali"

Formia – Ufficialmente, Paola Villa non è più sindaco di Formia, eppure, nonostante la città sia già in mano al commissario prefettizio, la sua sua crisi di governo continua ad alimentare le polemiche.

Stavolta, a rompere gli indugi sono gli ex consiglieri della Lega, Nicola Riccardelli e Antonio Di Rocco, che hanno sottolineato come, secondo loro, tale crisi, fosse, per certi versi, prevedibile, “già insita nel Dna della costruzione della coalizione che portò, nel giugno 2018, la Villa alla vittoria”.

Una consapevolezza, quella su cui si muovono i leghisti, che parte dall’idea che l’ex maggioranza “era composta da un’aggregazione di liste civiche, motivate dall’esclusivo interesse di vincere la competizione elettorale, ma priva di quel collante necessario per poter garantire la stabilità e il perseguimento di un progetto politico, carente di una visione generale di crescita della città.”

E ancora: “una maggioranza costruita in questo modo li ha portati a stabilire dei record senza precedenti: in due anni e mezzo di amministrazione, abbiamo assistito all’abbandono di sei assessori, con deleghe rimaste vacanti e ad interim per diverso tempo. Cinque, invece, sono stati i consiglieri che hanno preso le distanze e hanno abbandonato la maggioranza. Ciò ha fatto si che crollassero gli impegni di un programma elettorale sottoposto con enfasi all’attenzione dei cittadini e puntualmente disatteso.”

La Lega tuona: “Inadempienze, ritardi e vuoto insostenibile sulla programmazione”

E ancora, secondo la Lega, sono e saranno i formiani a pagare il prezzo più alto per i malumori interni alla maggioranza. “Le dinamiche della coalizione hanno provocato una serie di inadempienze, di ritardi sulle azioni della quotidiana amministrazione, un vuoto insostenibile sulla programmazione, innescando così un malcontento diffuso nei cittadini, provati anche dal periodo di pandemia dilagante.”

Da qui allo scioglimento del consiglio comunale il passo, secondo i leghisti, è stato breve. “La superficialità con cui si sono affrontati questi malesseri interni (troppo spesso a ignorarli e nasconderli), hanno portato alle vicende degli ultimi giorni che hanno segnato la fine di un percorso annunciato.”

Ora, dopo aver assistito, in un religioso silenzio stampa alle dimissioni e all’esito dell’ultimo consiglio comunale, spiegano dalle Lega “riteniamo oggi doveroso fare delle considerazioni dopo il lavoro svolto dal commissario ad acta, che ha adottato la delibera di riferimento sulla salvaguardia degli equilibri di bilancio, che certifica la sussistenza dello squilibrio, così come era stato evidenziato dalla relazione del Dirigente del Settore Economico e Finanziario.

Al di là delle valutazioni tecnicistiche del riequilibrio di bilancio, noi crediamo che il fallimento del progetto politico, così come definito dalla stessa Villa, è il frutto di una gestione di coalizione mai diventata coesa, litigiosa sin dal primo giorno dell’insediamento.”

Per La lega si potrebbe fare un elenco di tutte le promesse infrante, programmi mai avviati o di azioni rimaste a metà, una lista che smentirebbe quanto dichiarato dalla stessa (ex) Sindaca, circa il buon operato di quel che restava della sua maggioranza.

Due anni e mezzo trascorsi brillantemente, a cercare di fare le pulci “a quelli di prima”, a criticare sindaci e amministratori precedenti, nelle cui colpe c’erano tutte le motivazioni per giustificare il proprio immobilismo e le proprie incapacità nell’amministrare una città come Formia.

Ma l’ex sindaco deve aver dimenticato che la sua maggioranza così variegata era strarappresentata da figure che nelle precedenti amministrazioni sono stati protagonisti autorevoli, e in qualche circostanza, oggi sono l’emblema della continuità.

Come se non bastasse, questa coalizione è sempre stata incapace di instaurare un rapporto di confronto interno, ancora meno con le opposizioni, evitando qualsiasi forma di dialogo, senza mai raccogliere idee e proposte, soprattutto in sede di approvazione dei bilanci, bocciando tutti gli emendamenti. Atteggiamento di cui la vicenda relativa al fondo Covid è il massimo emblema, considerando che era stato “votato all’unanimità ma successivamente stravolto dalla maggioranza, con una delibera di giunta ne modificò gli indirizzi, ignorando completamente la volontà del consiglio comunale.”

Un atto, seconda la Lega, di grande arroganza politica istituzionale che ha provocato l’indignazione non solo dei consiglieri di opposizione ma anche nelle fila della maggioranza.

“E’ stato inutile – sottolineano Di Rocco e Riccardelli – addossare colpe e urlare atteggiamenti di irresponsabilità e di complotti. L’esito conclusivo della consiliatura poteva essere evitato solo con risposte politiche, con quella politica che pensa a disegnare una idea di città e a mettere in campo azioni per realizzarla, ma anche a promuovere e favorire un clima di rapporti cordiali nel tessuto sociale. Senza odi, rancori e con più ponti e meno muri, non di certo con la compravendita di consiglieri o promesse di assessorati futuri…”

La richiesta di incontra il Commissario prefettizio

Dopo un’accesa polemica sulla crisi di governo, i leghisti concludono salutando il commissario prefettizio, la dottoressa Silvana Tizzano insieme ai due subcommissari dottoressa Ada Nasti e la dottoressa Monica Perna.

“A loro – concludono – formuliamo in nostro augurio di buon lavoro nella gestione del Comune di Formia, in questa fase delicata, fino alle prossime elezioni.

Al contempo siamo pronti e disponibili a dare il nostro contributo di sostegno e di confronto sulle criticità della città. A tal fine, abbiamo avanzato una richiesta al Commissario per un incontro di interlocuzione sui vari problemi che affliggono la nostra città.”

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