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Nettuno: 30 bambini disabili gravi rischiano di rimanere senza assistenza

Il Centro Argos si trova nell'impossibilità di assistere circa 30 bambini disabili gravi a causa della mancanza di copertura economica.

Nettuno – “Mi auguro che la Regione e la Asl diano una risposta e risolvano in tempi brevi la situazione di criticità del Centro Argos di Nettuno, che oggi si trova nell’impossibilità di assistere circa 30 bambini disabili gravi a causa della mancanza di copertura economica“.

Così in una nota la consigliera M5S Valentina Corrado, a margine della Commissione Sanità in cui si è parlato del problema presente al Centro Argos di Nettuno.

“Nonostante il riconoscimento da parte della Asl Rm6 dell’eccellenza di questo presidio di riabilitazione per la qualità dei servizi e dell’assistenza che offre agli utenti e alle loro famiglie, ci troviamo in una situazione paradossale in quanto la previsione di assegnazione del budget da parte della Regione Lazio è stata limitata alle sole strutture contrattualizzate nel 2019.

Il risultato è che ci sono centri che, pur non avendo svolto la propria attività con la pandemia in essere, si ritrovano comunque l’assegnazione di risorse finanziarie, ricevute a titolo di acconto per il solo fatto di aver stipulato il contratto nel 2019 ed altri, come l’Argos che pur avendo garantito l’assistenza anche durante l’emergenza sanitaria, ne sono privi in quanto non sono rientrati nella ripartizione del budget, avendolo stipulato nel 2020.

Il rischio è che un centro di eccellenza che assiste circa 133 bambini problematici non sia più in grado di erogare prestazioni essenziali per gli utenti e per le famiglie e non è accettabile che questo avvenga per il paradosso che gli stessi enti hanno creato, visto che da un lato hanno consentito la presa in carico di circa 30 bambini disabili al di sotto dei sei anni e dall’altro non ne hanno riconosciuto la copertura economica.

Gli scarica barile ora contano poco, servono risposte concrete e in tempi brevi e auspico che martedì prossimo, giorno in cui si riunirà nuovamente la Commissione, la Regione Lazio si presenti con una soluzione perché a rimetterci non siano i bambini che necessitano di assistenza.”