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Ponza, trova sulla spiaggia di Frontone una Caretta caretta in difficoltà e la salva

Il racconto del salvataggio della tartaruga

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Ponza – Una passeggiata si è trasformata in un’occasione per salvare una Caretta caretta e ridarle la libertà.

Anna Maria Mazzella, su ponzaracconta.it, ha descritto una storia della quale è stata protagonista e che le ha dato la possibilità di salvare una tartaruga. Una vicenda di qualche giorno fa, quando ha rinvenuto sulla spiaggia di Frontone la Caretta caretta in difficoltà. L’animale era impossibilitato a raggiungere il mare in quanto era rimasto impigliato a un filo da pesca. Ma Anna Maria l’ha liberata restituendogli la libertà.

Il racconto di Anna Maria Mazzella:

“Qualche giorno fa, per l’esattezza il 18 gennaio scorso, dopo giorni di pioggia costante e un forte levante, decido di scendere giù in spiaggia a godermi un po’ di sole e a sgranchirmi le gambe. Abitando a Frontone viene semplice raggiungere il mare, una scalinata qualche scoglio e ti ritrovi sulla battigia. Noto purtroppo i disastri fatti dal maltempo, ma anche quelli causati dall’uomo.

Continuando la mia passeggiata mi imbatto per sbaglio in quello che credo essere un grosso tronco rotondo, mi avvicino curiosando e vedo che inizia a muoversi. Spaventata arretro con un balzo e mi rendo conto che non era un tronco, ma una tartaruga. Una caretta caretta, non tanto grande, portata a riva dal maltempo. Subito mi chino su di lei per capire le sue condizioni e noto la sua bocca tesa e contratta. Da lì spuntava, infatti, un filo da pesca che la legava ad un gruppo di legni, immobilizzandola. Noto la sua pelle arsa e i suoi occhi chiusi dalla sabbia, perciò la sposto avvicinandola un po’ più alla riva nella speranza di darle un po’ di refrigerio. Vederla lì inerme e senza via di fuga mi fa precipitare in un forte senso di ansia e agitazione. La prendo in braccio e provo a liberarla, ma ottengo solo morsi e schiaffi dalla bestiola che si dimena. La cosa mi pare positiva: la piccoletta sta bene.

uardandomi attorno, tra immondizia presente sulla spiaggia cerco un qualcosa di affilato, ma purtroppo senza fortuna. Inizio a correre e a cercare dappertutto e per caso mi imbatto in delle piccole, ma affilate placche di acciaio. Finalmente taglio il tutto e lei, subito dopo aver capito di essere libera e non più prigioniera, inizia molto lentamente a dirigersi verso l’acqua. A causa della forte risacca viene scaraventata più volte sulla spiaggia… Senza badare molto ai miei abiti, alle scarpe e al freddo decido di afferrarla e accompagnarla in acqua. Ammetto, non era fredda, si stava bene e poi sentivo l’adrenalina ormai sempre più prepotente nel mio corpo. Non mi interessava molto del freddo, di essere bagnata e sporca, mi interessava solo poter aiutare quel piccolo essere vivente ad essere finalmente di nuovo libero e vivo nel suo mondo”.

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