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Sonia Malavisi progetta un grande 2021: “Il 4,45 mi da fiducia nelle mie possibilità”

L’atleta delle Fiamme Gialle dell’asta ha parlato ad Atletica Tv. I Giochi, la pandemia e i nuovi allenamenti a Castelporziano

Ostia – Il debutto di domenica 17 gennaio, già a quota 4,45, la passione per la ginnastica, i Giochi di Rio a soli 21 anni e la rincorsa a quelli di Tokyo con una nuova guida tecnica. La saltatrice con l’asta Sonia Malavisi (Fiamme Gialle) nel talk settimanale di Atletica TV racconta un anno particolare, iniziato con la decisione di non tornare a Cuba presa già con le valigie pronte e il biglietto aereo in mano. “Ai primi di marzo sarei dovuta ripartire per L’Havana per proseguire per un altro anno gli allenamenti con Alexandre Navas. Avevo già i biglietti e le autorizzazioni, ma avevo compreso la gravità della situazione e che l’impatto del Covid-19 sarebbe stato globale, non solo italiano. Così ho deciso di restare. Ho avuto la fortuna di trovare proprio a Castelporziano, nelle Fiamme Gialle, una guida come quella di Emanuel Margesin, e abbiamo deciso di proseguire insieme. La mia esperienza cubana è stata importante ma è finita”.

L’esordio al coperto è stato promettente, il migliore in carriera. “Ho iniziato col piede giusto. La prima gara della stagione è sempre un’incognita, in particolare dopo tanti cambiamenti. Questo 4,45 mi dà fiducia e consapevolezza in un anno importante. Scenderò in pedana almeno altre due volte prima degli Assoluti, già a partire da questo weekend”.

Sono molto grata della possibilità di gareggiare e di farlo in sicurezza, lo considero un privilegio. Nel complesso questa prima gara ad Ancona è stata un’ottima esperienza. La nuova formula prevede meno partecipanti, al massimo 12, e per questo la gara dura di meno. Ovviamente si sente la mancanza del pubblico, ma ho visto che tutti cercano di fare la propria, rispettando le regole e collaborando”.

Nel mirino c’è la seconda partecipazione ai Giochi Olimpici, da ottenere tramite target number o con uno standard di 4,70. “Qualificarmi per Rio a 21 anni a molti sembrava un’impresa impossibile, ma io ci ho sempre creduto. E ci credo anche ora. Quella gara l’ho affrontata con la spensieratezza di una ventenne, ricordo i cinque cerchi fuori dallo stadio e la sensazione d’incredulità. I Giochi hanno una risonanza mediatica enorme, c’erano tantissime persone che mi seguivano da casa, anche chi normalmente non seguiva lo sport. Io ero abbastanza inesperta, avevo lasciato la ginnastica artistica da soli sei anni, ma portai a casa una bella prestazione”. Il vecchio amore per la ginnastica si è fatto sentire anche a Rio: “Sapevo che il giorno della mia gara c’era anche la finale del corpo libero con due italiane… sono riuscita a procurarmi due biglietti e appena uscita dallo stadio sono ‘scappata’ al palazzetto per tifarle! In fondo avevo già gareggiato, che male c’è…”. (fidal.it)

(foto@Colombo/Fidal)