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Maritato sui brevetti dei vaccini: “La salute prima del profitto”

Il presidente di AssoTutela: "Si esprime sulle ultime vicende legate al ritardo nelle consegne e alle volontà delle società".

Roma – “India e Sudafrica hanno presentato al Wto, l’organizzazione mondiale sul commercio, la richiesta di togliere i brevetti su vaccini e altro materiale sanitario relativo al Covid, ma Stati Uniti, Svizzera e Unione europea si oppongono”.

Lo dichiara il presidente di AssoTutela Michel Emi Maritato che continua: “Purtroppo, è sotto gli occhi di tutti l’enorme disparità nella distribuzione dei vaccini nel mondo: un piccolo gruppo di paesi ricchi, tra cui Stati Uniti, Canada, Regno Unito, Nuova Zelanda, Australia e i Paesi Ue, si è già aggiudicato 9 dei 12 miliardi di dosi che le case farmaceutiche prevedono di produrre nel 2021. Un colpo ferale a quell’altra parte del globo che ha meno mezzi per accedere agli strumenti di tutela della salute”.

E il presidente lancia la sua proposta: “Sarebbe il caso di iniziare a pensare alla soppressione dei brevetti, che consentirebbe ai paesi meno sviluppati di colmare questo divario e di produrre in proprio farmaci, vaccini, reagenti e tutto il necessario per la lotta alla pandemia”.

Non nasconde, Maritato, le difficoltà insite in tale proposta, legate agli interessi delle grandi multinazionali. “Si toglierebbe così alle case farmaceutiche una delle principali fonti di guadagno – sostiene – pertanto occorrerebbe una forte mobilitazione e un robusto appoggio politico ma una tragedia come quella del Covid richiederebbe uno svolta storica. In sintesi: i governi dovrebbero stabilire se considerare la salute un diritto o un bene economico, da contrattare in base ai ricavi di pochi”, chiosa il presidente.